Non so da dove partire, però ho tantissima voglia di scrivere qualcosa a riguardo.
Son stato via tre giorni, pochissimo in realtà, eppure mi sembra che sia passato tantissimo tempo. Sono stati giorni intensissimi nei quali ho sperimentato diverse emozioni e sensazioni, in maniera del tutto inaspettata.
Mi sono diretto alla volta della ridente Lignano Sabbiadoro (che, nonostante il nome, qualcuno pensava fosse fra le montagne... mah) al fine di cimentarmi in una garetta di judo.
Era da un po' che non m'imbarcavo in un'impresa simile e fin da piccino ho sempre avuto un pessimo rapporto con le competizioni pubbliche, purtroppo non riesco a gestire benissimo l'ansia e non ho mai fatto chissà quanto per imparare a resistere alla tentazione di fuggir via a gambe levate! E poi il mio vecchio maestro mi lasciava sempre solo, ci ho sofferto tantissimo e ancora mi segna 'sta cosa.
Eppure, boh, nell'ottica di provare e sperimentare mi son detto: "ANDIAMO!"
E così ho trascorso tre dei giorni più belli della mia vita. Indimenticabile.
Ero via con dei ragazzini, solo pochissimi adulti (fra cui Judog, che meriterebbe una lunga serie di post a parte), e non pensavo potesse succedere quel che è successo.
Il viaggio è stato a dir poco devastante, stancante sotto ogni punto di vista: quasi 24 ore di viaggio in così poco tempo sarebbero massacranti per chiunque! Ma... quanto mi sono divertito! Ho conosciuto dei ragazzini meravigliosi, che ora amo follemente.
Sono tutti piccini, chi più chi meno, ma tutti egualmente fantastici. Ci vorrebbe chissà quanto per elencarne i punti forti, ne hanno troppi! Nonostante la veneranda età, mi son sentito uno di loro, mi hanno accolto nel gruppo e trattato come se fossi un figo.
Decisamente non sono abituato a tutte queste attenzioni... è stato spiazzante ma piacevolissimo.
Certo, ho avuto un momento di forte depressione dopo la gara... eppure... nella sera successiva, dopo aver scambiato qualche chiacchiera e aver bevuto allegramente del buon vinello, una semplice passeggiata di notte sulla spiaggia è bastata per cancellare la tristezza e la delusione del momento.
Penso ancora di essere un imbecille per come ho perso, che potevo giocarmela sicuramente di più... Purtroppo mi sono lasciato intortare da Parrucchino dopo il primo sguardo, mi son sentito come deve sentirsi una preda a pochi metri dal cacciatore. Sono sicuro che il mio avversario si sia accorto della paura nei miei occhi e ne abbia approfittato pienamente.
Crestino invece era più tranquillo, ma anche lì la mia indecisione è stata determinante. L'avevo già scritto, deficito in risolutezza ahimè... però voglio lavorarci, voglio migliorare e vender cara la pelle la prossima volta. Voglio dimostrare a Judog e a tutti i ragazzini che anche io posso fare di meglio, posso essere il figo che loro credono io sia!
So che è facile dirlo ora e so fin dove posso arrivare, però è da parecchio che penso a 'sta cosa.
Le cose sono cambiate in questi mesi, e devo tutto alle persone che mi son state vicine quando non ero in me (Figaro, Penelope, anyone?) e alle nuove importantissime conoscenze, e spero continuino a cambiare in meglio... la prossima volta che mi sentirò spento, che non avrò voglia di fare... voglio ricordarmi come mi sento ora, come mi sento in quest'ultimo periodo.
Sono soddisfatto, sono felice. Ammetterlo è difficile, non so bene perché, ma mi sento sereno dopo tanto tempo.
Gesù, sento che mi mancano le parole per descrivere ciò che vorrei. Quindi mi fermo qui.
Ti voglio bene Judog e voglio bene anche a tutti voi ragazzini.
P.S. Guardare le gare dei suddetti ragazzini è stato emozionantissimo. Avevo il cuore in gola e ho urlato e goduto come un matto mentre si battevano e vincevano... che strana cosa lo sport...
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giovedì 26 aprile 2012
domenica 1 gennaio 2012
Christmas Greetings
Sono troppo stanco per pensare a dei propositi.
Il cervello si rifiuta di valutare e misurare, indi... brancolo ancora nel buio.
D'altra parte, come sempre, il caro Charles viene in mio aiuto suggerendomi un'idea che non è poi così male.
Per il resto?
Beh, finalmente le feste si sono concluse e, devo ammetterlo, il bilancio di quest'anno è pressoché positivo. A parte alcuni momenti di nervosismo e la tipica voglia di trasformarsi in un serial killer... non è andata male.
Speriamo che non sia tanto male nemmeno quest'inizio d'anno.
Anche perché ora ci conto, voglio essere: "come un ape che va di fiore in fiore, a seminare".
Il cervello si rifiuta di valutare e misurare, indi... brancolo ancora nel buio.
D'altra parte, come sempre, il caro Charles viene in mio aiuto suggerendomi un'idea che non è poi così male.
Beh, finalmente le feste si sono concluse e, devo ammetterlo, il bilancio di quest'anno è pressoché positivo. A parte alcuni momenti di nervosismo e la tipica voglia di trasformarsi in un serial killer... non è andata male.
Speriamo che non sia tanto male nemmeno quest'inizio d'anno.
Anche perché ora ci conto, voglio essere: "come un ape che va di fiore in fiore, a seminare".
giovedì 8 dicembre 2011
Jack's Lament
Ho investito tutto, tutto, tutto sul mio talento.
Ho puntato ogni centesimo sul mio cervello, fin dall'asilo.
Non sono un genio, alle medie l'ho capito purtroppo (o finalmente).
Ma se c'è una cosa su cui punto sempre e comunque, e la mia parte razionale.
È quella la mia unica risorsa.
Beh, l'università ha reso evidente le mie mancanze. Io non sono brillante, sono solo mediocre.
Un idiota che si fa influenzare da pensieri sciocchi, dalle emozioni e tutte quelle altre stronzate.
Beh, se non sono bravo in questo... che senso ha? Qual è lo scopo di tutto ciò?
Non vedo proprio qual è il punto, mi spiace.
***
Ho puntato ogni centesimo sul mio cervello, fin dall'asilo.
Non sono un genio, alle medie l'ho capito purtroppo (o finalmente).
Ma se c'è una cosa su cui punto sempre e comunque, e la mia parte razionale.
È quella la mia unica risorsa.
Beh, l'università ha reso evidente le mie mancanze. Io non sono brillante, sono solo mediocre.
Un idiota che si fa influenzare da pensieri sciocchi, dalle emozioni e tutte quelle altre stronzate.
Beh, se non sono bravo in questo... che senso ha? Qual è lo scopo di tutto ciò?
Non vedo proprio qual è il punto, mi spiace.
***
Chi mai capirà
quanto io mi sento giù
che un Regno così
non mi basta più?
Ho dentro me che cosa non so
un vuoto che non capirò
lontano da quel mondo che ho
c'è un sogno che spiegarmi non so.
giovedì 1 dicembre 2011
Confident in my sexuality
Ultimamente il ritorno da casa Mode lascia sempre degli strascichi.
Immagino sia normale.. ma è come se, boh, successivamente ai nostri incontri io sia particolarmente sensibile e fragile. Un po' come quando ci si gratta via la crosticina e la ferita resta lì a l'aria fino a, potenzialmente, infettarsi.
Oggi abbiamo avuto una lunga discussione, che mi ha lasciato - come sempre - pieno di dubbi e considerazioni.
Il discernimento è cominciato a partire dal significato del mio nome, per poi passare alla conflittualità che esiste fra sensibilità e ragione. E qui c'è stato il crollo.
Vivo male questa cosa, vivo malissimo il non saper accordare cervello e cuore. So che capita a tutti, ma è, credo, più raro che una persona s'impunti a voler far prevalere sistematicamente l'una o l'altra.
A me, invece, capita di fidarmi solamente della parte più razionale. Mi costringo e forzo a basare su quella tutto il mio pensiero, senza però considerare che tale pensiero di razionale ha ben poco.
In fondo ho solo paura. Paura di sbagliare, di restare ferito.
Fa parte della condizione umana, lo capisco, ma checché ne dica la signora Mode non sono sicuro di poter resistere e, soprattutto, reagire alla cosa. Non sono convinto che il corpo umano sia fatto apposta per sopportare, non il mio almeno.
Secondariamente, a dimostrazione del fatto che ho un limite di sopportazione molto basso, oggi sono stato di nuovo messo alla prova da mia madre.
Non so come faccia, né perché lo faccia. Eppure... è una delle poche persone che riesce con un solo sguardo a rendermi infelice, a farmi passare la voglia di fare qualunque cosa.
Odio il fatto che mi faccia stare così male e mi odio perché penso queste cose.
Di nuovo, sono in piena conflittualità.
Se anche non posso vincere la guerra, spero almeno di vincere qualche battaglia prima o poi.
Immagino sia normale.. ma è come se, boh, successivamente ai nostri incontri io sia particolarmente sensibile e fragile. Un po' come quando ci si gratta via la crosticina e la ferita resta lì a l'aria fino a, potenzialmente, infettarsi.
Oggi abbiamo avuto una lunga discussione, che mi ha lasciato - come sempre - pieno di dubbi e considerazioni.
Il discernimento è cominciato a partire dal significato del mio nome, per poi passare alla conflittualità che esiste fra sensibilità e ragione. E qui c'è stato il crollo.
Vivo male questa cosa, vivo malissimo il non saper accordare cervello e cuore. So che capita a tutti, ma è, credo, più raro che una persona s'impunti a voler far prevalere sistematicamente l'una o l'altra.
A me, invece, capita di fidarmi solamente della parte più razionale. Mi costringo e forzo a basare su quella tutto il mio pensiero, senza però considerare che tale pensiero di razionale ha ben poco.
In fondo ho solo paura. Paura di sbagliare, di restare ferito.
Fa parte della condizione umana, lo capisco, ma checché ne dica la signora Mode non sono sicuro di poter resistere e, soprattutto, reagire alla cosa. Non sono convinto che il corpo umano sia fatto apposta per sopportare, non il mio almeno.
Secondariamente, a dimostrazione del fatto che ho un limite di sopportazione molto basso, oggi sono stato di nuovo messo alla prova da mia madre.
Non so come faccia, né perché lo faccia. Eppure... è una delle poche persone che riesce con un solo sguardo a rendermi infelice, a farmi passare la voglia di fare qualunque cosa.
Odio il fatto che mi faccia stare così male e mi odio perché penso queste cose.
Di nuovo, sono in piena conflittualità.
Se anche non posso vincere la guerra, spero almeno di vincere qualche battaglia prima o poi.
giovedì 10 novembre 2011
Essai philosophique sur les probabilités
Era da un po' che pensavo ad un nuovo post.
Vuoi la noia, vuoi la pigrizia... Ora però sono di cattivo umore, indi è perfetto!
Come al solito la signora Mode mi ha offerto diversi spunti di riflessione. In particolare una è la cosa su cui mi sono soffermato: l'ex factor.
Non so, magari è una cosa comune, ma quando parlo delle ragazze con cui sono stato... è come se fossi più innamorato ora che allora. Magari è perché ora sono innamorato dell'idea che ho di tutte loro, di quello che mi è rimasto.
Perché non riesco a trovare un nuovo interesse? Continuo a fare paragoni, a pensare che non troverò mai una persona che mi prenda come mi prendeva lei.
Da qui il punto discusso con la signora Mode: secondo lei sono un fan sfegatato del determinismo.
A stento so cosa significhi, che corrente di pensiero sia. Evidentemente, però, sono un determinista spontaneo.
Mi rendo conto che è un ragionamento estremamente sbagliato, che nulla è per forza così ripetitivo e costante e che, anzi, con tutti i miei pregiudizi non rendo più semplice la cosa.
Vero, non è scritto da nessuna parte che un giorno m'innamorerò e sarò felice in periferia, nella mia villetta con giardino. Ma non è scritto da nessuna parte che resterò da solo a vita.
Vorrei che fosse più facile credere alla seconda eventualità, però.
Purtroppo, e questa è una cosa su cui non riesco a lavorare, tendo ad analizzare l'ignoto tenendo conto solo delle esperienze negative pregresse.
La signora Mode dice che dovrei buttarmi, con coscienza, ed essere pronto e aperto ad ogni opportunità. Io ci provo - o meglio, vorrei provarci - ma... quali opportunità? Forse è vero che sono così vicino al big picture che non riesco a vedere oltre al mio naso. Eppure, boh, come si prendono le distanze? Come si fa a mettere tutto in prospettiva?
Lei continua a mettermi di cattivo umore. Odio il potere che ha su di me. Il fatto che ogni tanto si inneschi un ricordo nella mia memoria che mi induca a ripensare a come mi sentivo quando eravamo insieme. Detesto l'idea che a distanza di anni ancora non abbia trovato una... distrazione.
Com'è possibile? Come accidenti è possibile?
Il secondo punto su cui ho iniziato la mia personalissima riflessione, coadiuvato dagli ultimi episodi visti di Glee e Una Mamma Per Amica (roba di qualità, di un certo spessore!)... è il momento in cui sono diventato un ometto, tanto per usare un modo di dire un po' trogloditico.
Sinceramente mi aspettavo peggio. Visto come ho gestito le cose, credevo che avrei avuto rimpianti per tutta la vita... che avrei pensato di aver sprecato quell'occasione, dopo tanto attendere.
Invece ne conservo un bel ricordo. L'unico mio cruccio è... chissà se la persona con cui sono andato a letto ha capito quanto quel momento era importante per me. Chissà se si è resa conto che per me non è stato solo un esercizio fisico, ma qualcosa che ricorderò per lungo tempo.
Anche adesso, mentre scrivo, riesco perfettamente a provare le sensazioni che avevo quel giorno. L'emozione, la paura di non essere all'altezza, la felicità.
Lei l'avrà capito? Saprà che è stata e che è ancora una persona importante?
L'unico mio rimpianto forse è proprio questo, che sia tutto finito. Che sia già giunta una conclusione.
Spero che Figaro sia conscio della fortuna che ha avuto. Ha potuto condividere un'esperienza unica, irripetibile, con una persona che è ancora al suo fianco. Dev'essere una bella sensazione.
E io? Quando arriverà il mio momento? L'attesa non è la parte migliore, l'ignoto non è 'sta gran cosa.
Ho troppe domande e nessuna risposta.
Vuoi la noia, vuoi la pigrizia... Ora però sono di cattivo umore, indi è perfetto!
Come al solito la signora Mode mi ha offerto diversi spunti di riflessione. In particolare una è la cosa su cui mi sono soffermato: l'ex factor.
Non so, magari è una cosa comune, ma quando parlo delle ragazze con cui sono stato... è come se fossi più innamorato ora che allora. Magari è perché ora sono innamorato dell'idea che ho di tutte loro, di quello che mi è rimasto.
Perché non riesco a trovare un nuovo interesse? Continuo a fare paragoni, a pensare che non troverò mai una persona che mi prenda come mi prendeva lei.
Da qui il punto discusso con la signora Mode: secondo lei sono un fan sfegatato del determinismo.
A stento so cosa significhi, che corrente di pensiero sia. Evidentemente, però, sono un determinista spontaneo.
Mi rendo conto che è un ragionamento estremamente sbagliato, che nulla è per forza così ripetitivo e costante e che, anzi, con tutti i miei pregiudizi non rendo più semplice la cosa.
Vero, non è scritto da nessuna parte che un giorno m'innamorerò e sarò felice in periferia, nella mia villetta con giardino. Ma non è scritto da nessuna parte che resterò da solo a vita.
Vorrei che fosse più facile credere alla seconda eventualità, però.
Purtroppo, e questa è una cosa su cui non riesco a lavorare, tendo ad analizzare l'ignoto tenendo conto solo delle esperienze negative pregresse.
La signora Mode dice che dovrei buttarmi, con coscienza, ed essere pronto e aperto ad ogni opportunità. Io ci provo - o meglio, vorrei provarci - ma... quali opportunità? Forse è vero che sono così vicino al big picture che non riesco a vedere oltre al mio naso. Eppure, boh, come si prendono le distanze? Come si fa a mettere tutto in prospettiva?
Lei continua a mettermi di cattivo umore. Odio il potere che ha su di me. Il fatto che ogni tanto si inneschi un ricordo nella mia memoria che mi induca a ripensare a come mi sentivo quando eravamo insieme. Detesto l'idea che a distanza di anni ancora non abbia trovato una... distrazione.
Com'è possibile? Come accidenti è possibile?
Il secondo punto su cui ho iniziato la mia personalissima riflessione, coadiuvato dagli ultimi episodi visti di Glee e Una Mamma Per Amica (roba di qualità, di un certo spessore!)... è il momento in cui sono diventato un ometto, tanto per usare un modo di dire un po' trogloditico.
Sinceramente mi aspettavo peggio. Visto come ho gestito le cose, credevo che avrei avuto rimpianti per tutta la vita... che avrei pensato di aver sprecato quell'occasione, dopo tanto attendere.
Invece ne conservo un bel ricordo. L'unico mio cruccio è... chissà se la persona con cui sono andato a letto ha capito quanto quel momento era importante per me. Chissà se si è resa conto che per me non è stato solo un esercizio fisico, ma qualcosa che ricorderò per lungo tempo.
Anche adesso, mentre scrivo, riesco perfettamente a provare le sensazioni che avevo quel giorno. L'emozione, la paura di non essere all'altezza, la felicità.
Lei l'avrà capito? Saprà che è stata e che è ancora una persona importante?
L'unico mio rimpianto forse è proprio questo, che sia tutto finito. Che sia già giunta una conclusione.
Spero che Figaro sia conscio della fortuna che ha avuto. Ha potuto condividere un'esperienza unica, irripetibile, con una persona che è ancora al suo fianco. Dev'essere una bella sensazione.
E io? Quando arriverà il mio momento? L'attesa non è la parte migliore, l'ignoto non è 'sta gran cosa.
Ho troppe domande e nessuna risposta.
domenica 25 settembre 2011
Happiness is a Warm Puppy
Scriveva così, tempo fa, il caro Schulz. E forse aveva proprio ragione.
Oggi, causa adozione gattino, abbiamo conosciuto diverse persone che si occupano di piazzare cani e/o gatti randagi. Eravamo lì, approfittando di banchetto altrui, cercando di smerciare il felino al primo ragazzino sulla piazza.
Ovviamente la mia attenzione è stata catturata immediatamente da una tenerissima cucciola. Si trattava di un esserino di c.ca 2 mesi, abbandonato nella grotta di non-so-dove e tenuta in custodia da una coppia di signore molto, molto convincenti e competenti.
La cucciola in questione era piccina, un po' grassoccia (com'è bene per un animale così piccolo) e tanto tanto tenera. Aveva il tipico sguardo che l'uomo tende ad associare ad uno stato di tristezza. Lo sguardo da cane bastonato.
Nonostante i tristi trascorsi non potevo non tentare. Prontamente ho inviato un sms a mia madre, chiedendole di accogliere nella nostra "famiglia" un nuovo membro. Altrettanto prontamente mia madre si è rifiutata adducendo scuse sciocche e mandandomi sms piuttosto fastidiosi.
"Non farmi sentire in colpa."
Perché dovrei? In fondo "ti-prego-genitore-voglio-un-cane" è solo stata la mia prima parola. In fondo ho perso un cucciolo -Tara- per colpa sua. In fondo... a chi importa cosa voglio io.
L'importante è: non farla star male, non farla sentire in colpa.
Mi si spezzava il cuore a vedere quella cucciola, mi si spezzava il cuore all'idea di non poterla stringere e darle una sistemazione. Ogniqualvolta si avvicinava qualcuno, pregavo affinché non fosse portata via.
Sono arrivato ad odiare una bambina -brutta- perché aveva quasi convinto il padre a prenderla.
So di avere così tanto da dare, so di aver commesso degli errori la prima volta e so cosa voglio ora.
Avere un cane come compagno di vita è una mia fantasia ricorrente, non c'è nulla da fare.
Un cucciolo caldo, forse, riuscirebbe a rinfrancarmi dal mio dolore.
Oggi, causa adozione gattino, abbiamo conosciuto diverse persone che si occupano di piazzare cani e/o gatti randagi. Eravamo lì, approfittando di banchetto altrui, cercando di smerciare il felino al primo ragazzino sulla piazza.
Ovviamente la mia attenzione è stata catturata immediatamente da una tenerissima cucciola. Si trattava di un esserino di c.ca 2 mesi, abbandonato nella grotta di non-so-dove e tenuta in custodia da una coppia di signore molto, molto convincenti e competenti.
La cucciola in questione era piccina, un po' grassoccia (com'è bene per un animale così piccolo) e tanto tanto tenera. Aveva il tipico sguardo che l'uomo tende ad associare ad uno stato di tristezza. Lo sguardo da cane bastonato.
Nonostante i tristi trascorsi non potevo non tentare. Prontamente ho inviato un sms a mia madre, chiedendole di accogliere nella nostra "famiglia" un nuovo membro. Altrettanto prontamente mia madre si è rifiutata adducendo scuse sciocche e mandandomi sms piuttosto fastidiosi.
"Non farmi sentire in colpa."
Perché dovrei? In fondo "ti-prego-genitore-voglio-un-cane" è solo stata la mia prima parola. In fondo ho perso un cucciolo -Tara- per colpa sua. In fondo... a chi importa cosa voglio io.
L'importante è: non farla star male, non farla sentire in colpa.
Mi si spezzava il cuore a vedere quella cucciola, mi si spezzava il cuore all'idea di non poterla stringere e darle una sistemazione. Ogniqualvolta si avvicinava qualcuno, pregavo affinché non fosse portata via.
Sono arrivato ad odiare una bambina -brutta- perché aveva quasi convinto il padre a prenderla.
So di avere così tanto da dare, so di aver commesso degli errori la prima volta e so cosa voglio ora.
Avere un cane come compagno di vita è una mia fantasia ricorrente, non c'è nulla da fare.
Un cucciolo caldo, forse, riuscirebbe a rinfrancarmi dal mio dolore.
lunedì 19 settembre 2011
Il Ritorno dell'Ananas.
Piove e fa fresco.
Non sono uno di quelli che ama alla follia la pioggia, ma il clima uggioso rispecchia il mio animo.
Non sono fatto per il sole, odio l'estate e l'idea che il caldo afoso di protragga fino ad ottobre mi uccide. Preferisco le belle giornate d'inverno, quando sollevi lo sguardo e il cielo è grigio e costellato di nubi. Fa molto più figo ed è anche molto più epico! (e poi, cioè, gli outfit autunno/inverno sono molto più belli e variegati!)
Con il freddo poi, boh, i neuroni lavorano meglio. Oggi, durante il viaggio in treno, ho discusso un po' con Figaro. Sempre delle solite cose, del mio male di vivere, ma in fondo era da un po' che non conversavamo a quattrocchi... mi mancava.
Tutto è cominciato da un pomeriggio di studio... durante il quale abbiamo visto "Love Actually".
Non dovrei dirlo, in quanto presunto maschio etero, ma ho già visto quel film 2 volte e mi piace tantissimo! Tranche preferita? Quella dedicata al trio Mark/Nero di cui non imparerò mai il nome/Keira Knightley.
Amo il personaggio di Mark. Romantico e represso come pochi!
Ad ogni modo, al film sono seguite, chiaramente, riflessioni personali sulla mia condizione di single più o meno perpetua. Sul fatto che non conosco mai gente, non frequento i posti giusti etc.
Ormai sono convinto di non avere più chance, che l'altra metà di ananas non esista in questo mondo fatto di mele, ciliegie e noccioline. Non ci sono personaggi interessanti nella mia vita, nessuno che mi stimoli come si deve.
C'è stato qualcuno, Lady Chatterley, ma si trattava di un qualcuno tristemente fidanzato. Verità contro la quale mi sono scagliato e scontrato più e più volte, riportando dolorose quanto sonore sconfitte.
La amavo e parecchio. Per quanto poco sapessi di lei, della sua vita... ogni momento passato con lei era speciale, mi batteva il cuore quando mi guardava o solamente quando entrava in una stanza. Mi ci è voluta una vita per farmela passare e, ancora adesso, a ripensarci mi brillano gli occhi.
C'è stato qualcun'altro, Arisa, ma anche lì situazioni contingenti e il mio carattere di merda hanno fatto affondare quella fregata con un singolo colpo di siluro.
Qui poco da dire. E' stata una relazione un po' strana, cominciata in maniera curiosa e terminata a causa di riflessioni scatenate da un 14enne.
Altre candidate? Praticamente nessuno.
E sì, lo so che... com'era... le occasioni sono dietro l'angolo! Basta un sorriso e la vita cambierà! Etc etc. Ma non è vero! Non succede come nei film! Se non hai incontrato nessuno finora.. non lo incontrerai! Non c'è scritto da nessuna parte che ci debba essere qualcuno ad aspettarti!
Sono radicato su questo pensiero, purtroppo, e non riesco a schiodarmi dall'idea.
Detto ciò, alla fine della suddetta discussione con Figaro, comunque, ne siamo venuti fuori con un'unica ma importante conclusione: è tutto un fatto di attitudine.
Quant'è vero.
Non sono uno di quelli che ama alla follia la pioggia, ma il clima uggioso rispecchia il mio animo.
Non sono fatto per il sole, odio l'estate e l'idea che il caldo afoso di protragga fino ad ottobre mi uccide. Preferisco le belle giornate d'inverno, quando sollevi lo sguardo e il cielo è grigio e costellato di nubi. Fa molto più figo ed è anche molto più epico! (e poi, cioè, gli outfit autunno/inverno sono molto più belli e variegati!)
Con il freddo poi, boh, i neuroni lavorano meglio. Oggi, durante il viaggio in treno, ho discusso un po' con Figaro. Sempre delle solite cose, del mio male di vivere, ma in fondo era da un po' che non conversavamo a quattrocchi... mi mancava.
Tutto è cominciato da un pomeriggio di studio... durante il quale abbiamo visto "Love Actually".
Non dovrei dirlo, in quanto presunto maschio etero, ma ho già visto quel film 2 volte e mi piace tantissimo! Tranche preferita? Quella dedicata al trio Mark/Nero di cui non imparerò mai il nome/Keira Knightley.
Amo il personaggio di Mark. Romantico e represso come pochi!
Ad ogni modo, al film sono seguite, chiaramente, riflessioni personali sulla mia condizione di single più o meno perpetua. Sul fatto che non conosco mai gente, non frequento i posti giusti etc.
Ormai sono convinto di non avere più chance, che l'altra metà di ananas non esista in questo mondo fatto di mele, ciliegie e noccioline. Non ci sono personaggi interessanti nella mia vita, nessuno che mi stimoli come si deve.
C'è stato qualcuno, Lady Chatterley, ma si trattava di un qualcuno tristemente fidanzato. Verità contro la quale mi sono scagliato e scontrato più e più volte, riportando dolorose quanto sonore sconfitte.
La amavo e parecchio. Per quanto poco sapessi di lei, della sua vita... ogni momento passato con lei era speciale, mi batteva il cuore quando mi guardava o solamente quando entrava in una stanza. Mi ci è voluta una vita per farmela passare e, ancora adesso, a ripensarci mi brillano gli occhi.
C'è stato qualcun'altro, Arisa, ma anche lì situazioni contingenti e il mio carattere di merda hanno fatto affondare quella fregata con un singolo colpo di siluro.
Qui poco da dire. E' stata una relazione un po' strana, cominciata in maniera curiosa e terminata a causa di riflessioni scatenate da un 14enne.
Altre candidate? Praticamente nessuno.
E sì, lo so che... com'era... le occasioni sono dietro l'angolo! Basta un sorriso e la vita cambierà! Etc etc. Ma non è vero! Non succede come nei film! Se non hai incontrato nessuno finora.. non lo incontrerai! Non c'è scritto da nessuna parte che ci debba essere qualcuno ad aspettarti!
Sono radicato su questo pensiero, purtroppo, e non riesco a schiodarmi dall'idea.
Detto ciò, alla fine della suddetta discussione con Figaro, comunque, ne siamo venuti fuori con un'unica ma importante conclusione: è tutto un fatto di attitudine.
Quant'è vero.
venerdì 16 settembre 2011
Waste of Space
Mi sento invisibile. Nessuno nota veramente la mia presenza, se ci fosse una sagoma con un enorme punto interrogativo al posto della faccia... sarebbe uguale.
Non è come ne "Il Canto di Natale", nessuno si preoccupa della sedia vuota.
Che amarezza.
Non è come ne "Il Canto di Natale", nessuno si preoccupa della sedia vuota.
Che amarezza.
martedì 13 settembre 2011
Il mio Amico Charlie Brown
“Charlie Brown is, I think, a little bit like everyone. We all need reassurance that some people really do like us. But I guess Charlie Brown is mostly me. That’s why he often has that dumb expression on his face.
“But, for example, when I’ve been beaten in a golf tournament or a bridge game… or maybe if I’ve bowled a bad game on a particular night… when I feel low. This is when I come home and really pour it on old Charlie Brown.
“This is when he suffers the most. When I suffer the most.”
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