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domenica 22 gennaio 2012

Hush

"And why can't I have something in my life that's... that's special. That means something?"

Già, se il destino esiste evidentemente non ci sono grandi cose scritte sul mio conto. Non sarò mai e non troverò that special. E, alla fine di tutto, sono solo un damaged kid
Yay per me.

giovedì 8 dicembre 2011

Jack's Lament

Ho investito tutto, tutto, tutto sul mio talento.
Ho puntato ogni centesimo sul mio cervello, fin dall'asilo.
Non sono un genio, alle medie l'ho capito purtroppo (o finalmente).
Ma se c'è una cosa su cui punto sempre e comunque, e la mia parte razionale.
È quella la mia unica risorsa.
Beh, l'università ha reso evidente le mie mancanze. Io non sono brillante, sono solo mediocre.
Un idiota che si fa influenzare da pensieri sciocchi, dalle emozioni e tutte quelle altre stronzate.
Beh, se non sono bravo in questo... che senso ha? Qual è lo scopo di tutto ciò?
Non vedo proprio qual è il punto, mi spiace.

***


Chi mai capirà
quanto io mi sento giù
che un Regno così
non mi basta più?

Ho dentro me che cosa non so
un vuoto che non capirò
lontano da quel mondo che ho
c'è un sogno che spiegarmi non so.

giovedì 1 dicembre 2011

Confident in my sexuality

Ultimamente il ritorno da casa Mode lascia sempre degli strascichi.
Immagino sia normale.. ma è come se, boh, successivamente ai nostri incontri io sia particolarmente sensibile e fragile. Un po' come quando ci si gratta via la crosticina e la ferita resta lì a l'aria fino a, potenzialmente, infettarsi.
Oggi abbiamo avuto una lunga discussione, che mi ha lasciato - come sempre - pieno di dubbi e considerazioni.
Il discernimento è cominciato a partire dal significato del mio nome, per poi passare alla conflittualità che esiste fra sensibilità e ragione. E qui c'è stato il crollo.
Vivo male questa cosa, vivo malissimo il non saper accordare cervello e cuore. So che capita a tutti, ma è, credo, più raro che una persona s'impunti a voler far prevalere sistematicamente l'una o l'altra.
A me, invece, capita di fidarmi solamente della parte più razionale. Mi costringo e forzo a basare su quella tutto il mio pensiero, senza però considerare che tale pensiero di razionale ha ben poco.
In fondo ho solo paura. Paura di sbagliare, di restare ferito.
Fa parte della condizione umana, lo capisco, ma checché ne dica la signora Mode non sono sicuro di poter resistere e, soprattutto, reagire alla cosa. Non sono convinto che il corpo umano sia fatto apposta per sopportare, non il mio almeno.

Secondariamente, a dimostrazione del fatto che ho un limite di sopportazione molto basso, oggi sono stato di nuovo messo alla prova da mia madre.
Non so come faccia, né perché lo faccia. Eppure... è una delle poche persone che riesce con un solo sguardo a rendermi infelice, a farmi passare la voglia di fare qualunque cosa.
Odio il fatto che mi faccia stare così male e mi odio perché penso queste cose.
Di nuovo, sono in piena conflittualità.
Se anche non posso vincere la guerra, spero almeno di vincere qualche battaglia prima o poi.

giovedì 24 novembre 2011

Pure Imagination

Sono apatico.
Non è tristezza, è proprio mancanza di voglia di fare.
Non so come processare questa cosa, non riesco ad affrontarlo. Oggi parlare con la signora Mode non è che mi abbia lasciato chissà cosa.
Certo, ora sono preso dalle mie riflessioni dell'ultima ora... ma ne avevo già abbastanza prima.
Ho trascorso l'intera giornata senza far nulla, da solo.
Sento di aver bisogno di uno sprone, di qualcosa e/o qualcuno... però, boh, è una sensazione costante in fondo. È solo ritornata per l'occasione.
Non vedo il "big picture". Ho una prospettiva così alterata, da non vedere proprio nulla.
Vorrei fare, concludere. Perché, diciamocelo, è uno di quei tipici propositi che chiunque farebbe.
"Non bisogna sprecare nemmeno un attimo" e baggianate così.
Verissimo! Ma come si fa?
Non so da dove partire. So solo che non voglio far nulla.
Non riesco nemmeno a piangere, sono in totale balia del nulla. Almeno provassi dolore... qualcosa.
Invece non sento niente, o comunque non so dare un nome a ciò che sento.
Per l'ennesima volta... uff.

giovedì 10 novembre 2011

Essai philosophique sur les probabilités

Era da un po' che pensavo ad un nuovo post.
Vuoi la noia, vuoi la pigrizia... Ora però sono di cattivo umore, indi è perfetto!
Come al solito la signora Mode mi ha offerto diversi spunti di riflessione. In particolare una è la cosa su cui mi sono soffermato: l'ex factor.
Non so, magari è una cosa comune, ma quando parlo delle ragazze con cui sono stato... è come se fossi più innamorato ora che allora. Magari è perché ora sono innamorato dell'idea che ho di tutte loro, di quello che mi è rimasto.
Perché non riesco a trovare un nuovo interesse? Continuo a fare paragoni, a pensare che non troverò mai una persona che mi prenda come mi prendeva lei.
Da qui il punto discusso con la signora Mode: secondo lei sono un fan sfegatato del determinismo.
A stento so cosa significhi, che corrente di pensiero sia. Evidentemente, però, sono un determinista spontaneo.
Mi rendo conto che è un ragionamento estremamente sbagliato, che nulla è per forza così ripetitivo e costante e che, anzi, con tutti i miei pregiudizi non rendo più semplice la cosa.
Vero, non è scritto da nessuna parte che un giorno m'innamorerò e sarò felice in periferia, nella mia villetta con giardino. Ma non è scritto da nessuna parte che resterò da solo a vita.
Vorrei che fosse più facile credere alla seconda eventualità, però.
Purtroppo, e questa è una cosa su cui non riesco a lavorare, tendo ad analizzare l'ignoto tenendo conto solo delle esperienze negative pregresse.
La signora Mode dice che dovrei buttarmi, con coscienza, ed essere pronto e aperto ad ogni opportunità. Io ci provo - o meglio, vorrei provarci - ma... quali opportunità? Forse è vero che sono così vicino al big picture che non riesco a vedere oltre al mio naso. Eppure, boh, come si prendono le distanze? Come si fa a mettere tutto in prospettiva?
Lei continua a mettermi di cattivo umore. Odio il potere che ha su di me. Il fatto che ogni tanto si inneschi un ricordo nella mia memoria che mi induca a ripensare a come mi sentivo quando eravamo insieme. Detesto l'idea che a distanza di anni ancora non abbia trovato una... distrazione.
Com'è possibile? Come accidenti è possibile?

Il secondo punto su cui ho iniziato la mia personalissima riflessione, coadiuvato dagli ultimi episodi visti di Glee e Una Mamma Per Amica (roba di qualità, di un certo spessore!)... è il momento in cui sono diventato un ometto, tanto per usare un modo di dire un po' trogloditico.
Sinceramente mi aspettavo peggio. Visto come ho gestito le cose, credevo che avrei avuto rimpianti per tutta la vita... che avrei pensato di aver sprecato quell'occasione, dopo tanto attendere.
Invece ne conservo un bel ricordo. L'unico mio cruccio è... chissà se la persona con cui sono andato a letto ha capito quanto quel momento era importante per me. Chissà se si è resa conto che per me non è stato solo un esercizio fisico, ma qualcosa che ricorderò per lungo tempo.
Anche adesso, mentre scrivo, riesco perfettamente a provare le sensazioni che avevo quel giorno. L'emozione, la paura di non essere all'altezza, la felicità.
Lei l'avrà capito? Saprà che è stata e che è ancora una persona importante?
L'unico mio rimpianto forse è proprio questo, che sia tutto finito. Che sia già giunta una conclusione.
Spero che Figaro sia conscio della fortuna che ha avuto. Ha potuto condividere un'esperienza unica, irripetibile, con una persona che è ancora al suo fianco. Dev'essere una bella sensazione.
E io? Quando arriverà il mio momento? L'attesa non è la parte migliore, l'ignoto non è 'sta gran cosa.
Ho troppe domande e nessuna risposta.

sabato 5 novembre 2011

Where Do I Even Start?

Settimana strana.
L'ABC degli alti e bassi, fondamentalmente.
Rabbia, delusione, sconforto... e successivamente soddisfazione e autocompiacimento.
Gli estremi mi confondono e ora sono tornato al mio solito umore malinconico.
Sento che manca qualcosa, vorrei scoprire cosa però.
Intanto, cercherò di non dare di matto a causa di un nuovo esame. Ho così paura, sono terrorizzato all'idea di dover affrontare questa... sfida.
Vorrei tanto farcela, applicarmi e riuscire. Ma, boh, non ci credo. Non credo nelle mie capacità e non credo di avere abbastanza tempo.
Anche perché non faccio che sprecarlo il mio tempo, anche ora. In questo momento potrei studiare, ripassare i concetti... eppure non riesco nemmeno a cominciare.
Vorrei tanto farcela. Avere la forza.
Uff.

domenica 16 ottobre 2011

Scuole Medie

Ho la testa iper-satura, sto pensando così tante cose contemporaneamente che non riesco a mettere ordine in alcun modo. Odio quando succede, mi sento come se stessi per esplodere.
Eppure capita in continuazione, sono sempre così agitato e pieno di disagi... ho una concentrazione di problemi e seghe mentali mai vista o provata da altro umano, secondo me.
Non so come farlo smettere, non so come dare un taglio a tutto questo.

Sono esattamente dov'ero alle medie.. ad ascoltare musica melanconia, a parlare e infastidire pochi e fidati amici, chiuso in me stesso.. non è cambiato perfettamente nulla, anche se ora penso di aver sprecato ancora più tempo, di aver perso chissà quante e quali occasioni.
Sì, prima avevo la consapevolezza di aver sprecato parte della mia gioventù, ora sono certo di aver sprecato 1/4 della mia vita.
Yay per me.

Spero che tutto questo un giorno finisca, spero esista da qualche parte qualcosa che lenisca le mie pene. Mi dicono tutti che non devo cercare poi così lontano, che devo trovare da me quel... qualcosa.
Penso che se fosse così facile, ci sarei già riuscito. Ho toccato il fondo talmente tante volte, che ormai non solo ho grattato... sono uscito dall'altra parte e ho ripreso a scavare. Eppure non è cambiato nulla.

Quindi, boh.

lunedì 10 ottobre 2011

Everything is... Limited

Triste.
Tutto ciò che vedo guardandomi allo specchio, tutto ciò che sono, è riassumibile in un unico e semplice aggettivo.
Ho mal di testa, il cuore sta per scoppiarmi e ho la nausea. Stasera è una di quelle sere in cui più che sentirmi parte del tutto, mi sento più come sabbia fra gli ingranaggi.
Per qualche giorno mi sono portato il peso di certe convinzioni, l'idea che il mondo volesse tarparmi le ali e tenermi in gabbia. Ho provato ad esprimere questo mio disagio, ma ho fallito... come ogni volta.
Non sono proprio capace. Non so come facciano gli altri... checché ne dica Edna Mode, non sono capace di spiegarmi.
È così difficile ragionare con il mio cervello, ora come ora mi fa male la testa perché sono convinto sia surriscaldato da tutti i pensieri che ha messo in moto la discussione che ho avuto con i miei amici.
Il malumore di cui sopra si è acuito a causa di un' divergenza sullo sport da fare. Da qui la discussione è degenerata e io sono finito al solito stato di larva pseudo-umana che mi contraddistingue.
Per me è difficile gestire questa specie di relazione a tre, perché a volte non mi ci sento parte del trio. Non che Figaro e Penelope facciano qualcosa di sbagliato, piuttosto le mie elucubrazioni personali mi portano a trarre tutta una serie di conclusioni che poi alla fine si rivelano errate. Indi, dopo aver esternato tali conclusioni, di solito va a finire in questo modo: io piango, mi sento in colpa per quello che ho detto e perché mi comporto da cattivo amico oltre che da brutta persona, mi sento male e finisco con lo scrivere post come questi.
Poi, boh, tutto tace. Così com'è venuto, se ne va.
Sono conscio che è dovuto ad un meccanismo fisiologico innescato dalle lacrime, ma a volte è un po' disagiante... perché rende ancor più difficile spiegare a terzi come mi sono sentito in quel momento.

Ah, ho un compito della settimana. Descrivere cos'è per me la sfida.
Gesù.

giovedì 6 ottobre 2011

Time Is Running Out

Mi sento angosciato.
Mi mancano i soldi.
Mi manca il tempo.
Mi manca la voglia.
Ho bisogno di indipendenza.
Sto per esplodere.
Tic, tac, tic, tac...

martedì 4 ottobre 2011

Passion.


"Passion. It lies in all of us. Sleeping... waiting... and though unwanted... unbidden... it will stir... open its jaws, and howl. It speaks to us... guides us. Passion rules us all. And we obey. What other choice do we have? Passion is the source of our finest moments. The joy of love... the clarity of hatred... and the ecstasy of grief. It hurts sometimes more than we can bear. If we could live without passion, maybe we'd know some kind of peace. But we would be hollow. Empty rooms, shuttered and dank. Without passion, we'd truly be dead."

Angel (Angelus, in realtà) declamava così in uno degli episodi in cui, privo di anima, si divertiva a torturare la povera Buffy. E' un pensiero piuttosto articolato, su un'emozione che raramente riesce a guidarmi e/o spronarmi. Eppure mi è rimasta scolpita - più o meno - nella memoria.
Perché mi è tornata in mente? Una sciocchezza in realtà, una banale epifania avuta in un momento di placida e devastante noia.
Fantasticavo sull'università, sul mio futuro e altre baggianate simili. Valutavo alcune opzioni del tutto combattuto nell'animo: vi è una parte di me che vuole andarsene, e perché no fuggire, da questa realtà, vivere un sogno coltivato e cresciuto nel corso degli anni. Un'altra parte di me, tristemente, sa che questo sogno non si realizzerà mai. Peccato che non vinca mai nessuno, che lo struggimento prosegua in eterno provocandomi non pochi patemi.
Ad ogni modo, stavolta la farneticazione prevedeva l'exhibit:

A) Un futuro come veterinario naturalista, una cosa che - secondo me - nemmeno esiste.
Da piccolo ho sempre odiato mortalmente coloro che sminuivano il mio voler essere uno zoologo, la mia passione per gli animali, per qualcosa di più banale come la veterinaria. Eppure ora, a 24 anni suonati, l'ipotesi mi sembra decisamente più affascinante. Nel corso degli anni ho sviluppato una passione per tutto ciò che riguarda il campo medico/anatomico, eppure ancora non ho avuto il modo di far crescere questa vocazione. Forse questa è la risposta, ma... boh. Vale davvero la pena imbarcarsi in questa cosa? Sprecare 2, forse altri 3 anni per cosa poi? Quanto vale in Italia e all'estero una laurea di tipo triennale? Sì, ok, avrei due lauree triennali, ma insieme quanto possono valere? Se solo ci fosse qualcuno che potesse darmi la risposta...

B) Un futuro all'estero.
Guardavo le foto di un tizio e già m'immaginavo immerso nella neve, imbacuccato e infreddolito, con tanto di respiro a nuvoletta. Quanto dev'essere bello, vivere in un luogo che si confà al proprio animo? Anche in questo caso, ho sempre avuto una passione per le terre fredde e aspre del grande Nord. Non so perché, in fondo sono uno schifossissimo cittadino, che poco ama la lontananza dalla civiltà. Eppure, ci sono luoghi in America che ben si sposano con questo mio modo di essere. Il nuovo mondo è costellato di foreste e luoghi meravigliosi, pur essendo così vicini ad altrettanto magnifiche metropoli.

C) Un futuro con i lupi.
Anche in questo caso, non so da dove sia uscita 'sta passione. Forse perché amo tanto i cani, forse perché semplicemente lo trovo, esteticamente, un animale bellissimo, forse perché fin da piccolo mi hanno riempito la testa con nozioni vere e/o false sui lupi. Riflettevo sullo sfruttare al meglio la mia tesi, riflettevo su come trasmutare questo amore in qualcosa di più... redditizio. Quanto bello sarebbe potersi pagare l'affitto di casa, studiando i lupi? Quanta soddisfazione mi porterebbe un lavoro che mi avvicinerebbe a quest'animale? Non riesco nemmeno a immaginarlo.

Ecco, tre passioni. Una più forte dell'altra. Passioni che mi spingono a voler fare. Eppure continuo ad avere un maledettissimo blocco, uno stupido blocco interiore (e non) che m'impedisce di seguire il mio istinto.
Perché dev'essere così difficile?

Vabè, visto che sono in vena di citazioni. Eccone un'altra:

"All stories are about wolves. All worth repeating, that is. Anything else is sentimental drivel. …Think about it. There's escaping from the wolves, fighting the wolves, capturing the wolves, taming the wolves. Being thrown to the wolves, or throwing others to the wolves so the wolves will eat them instead of you. Running with the wolf pack. Turning into a wolf. Best of all, turning into the head wolf. No other decent stories exist."

giovedì 29 settembre 2011

Meh.

Okay. Non so cosa pensare.
Durante il tempo che passo con la cara Edna Mode, la mia psicologa nuova fiammante, sono combattuto tra sentimenti contrastanti. Una parte di me pensa semplicemente: "che perdita assurda di tempo e soldi! FUGGI!".
L'altra anela a sentirsi dire certe cose. Cose che magari anche amici e parenti dovrebbero dire, ma dette da uno sconosciuto... hanno una valenza diversa. Non so perché.
Per ora comunque è ancora presto per valutare quale delle due parti avrà la meglio, ma spero davvero che possa aiutarmi con i miei problemi. Ne ho bisogno.
Oggi, fra l'altro, continuavo a pensare anche ad un'altra cosa. Nella lista che mi è stato chiesto di fare, delle cose che mi rendono infelice, ho scritto: "mi sento uno spreco di spazio".
Lei si è soffermata su questo punto facendomi notare quanto in realtà sia piccolo e infinitesimale questo spazio nell'economia universale. Quanto tutto sia parte di qualcosa di più... universale, appunto, e come tutto sia parte di un ingranaggio all'interno del quale ogni singola componente è necessaria in qualche modo. Non so, messa su questo livello un po' mi ha convinto.
Nella mente mi ripetevo: "uno e tutto, tutto e uno". Saggezza spicciola, proveniente da Full Metal Alchemist. E forse i fratelli Elric non erano poi così retorici.


BTW, ieri io e il dinamico duo abbiamo diligentemente guardato l'episodio settimanale di "Glee".
Ancora una volta, sento che gli sceneggiatori americani sanno toccare diverse corde del mio animo.
La storia dell'unicorno mi ha preso tantissimo. Spero di diventar magico anche io un giorno, o almeno di conoscere qualcuno che lo è.


venerdì 16 settembre 2011

Waste of Space

Mi sento invisibile. Nessuno nota veramente la mia presenza, se ci fosse una sagoma con un enorme punto interrogativo al posto della faccia... sarebbe uguale.
Non è come ne "Il Canto di Natale", nessuno si preoccupa della sedia vuota.
Che amarezza.

martedì 13 settembre 2011

Pensieri Random

Ieri ho visto un film: "Penelope".
Ovviamente lo amo alla follia, ha tutti gli elementi che rendono un film attraente ai miei occhi.
Bella musica, storia struggente, ambientazione da favola (che non è una forma giovane per dire che era figo, era proprio una favola) e, soprattutto, una morale.
Amo le morali nei film e nei telefilm, per quanto stupido sia mi fanno davvero riflettere. Chiaramente ho un modo mio d'interpretare i fatti, un modo contorto e curioso che rende il tutto un po' più deprimente di quanto non sia in realtà
Alla fine del film viene chiesto a dei bambini cosa pensano della storia. Si sono susseguite diverse risposte:

"I ricchi fanno schifo"

Beh sì, vero. In fondo chi non è invidioso? Se avessi più soldi potrei fare qualunque cosa, o comunque... qualcosa.

"E' sempre colpa della madre"

Anche qui, nulla da dire. In fondo è una cosa che penso anch'io, una di quelle cose per la quale mi strazio e devasto.

"Siamo tutti maledetti"

Ecco. Nemmeno a dirlo è questa la cosa che mi ha colpito di più. Perché, in fondo, è vero. Sacrosanto.

***

Oggi ho trovato un'immagine emblematica: una lista di cose da fare per esser creativi. Questa:



Mi ha messo in crisi.
Non sono più creativo da molto, molto tempo. Da quando mi si è spenta la voglia di vivere. In fondo, fino a qualche anno fa, ero molto più produttivo. Scrivevo cose (beh sì, scrivevo fanfiction... ma ne scrivevo un sacco) e disegnavo tantissimo. Poi ho smesso. Perché? Perché non pensavo di essere abbastanza bravo, se non rasenti la perfezione non c'è posto nel mondo. Non c'è posto nel mio mondo. Lo so che pretendo troppo, in fondo non ho mai avuto un insegnante... non ho mai avuto la coerenza e la costanza nell'esercizio...sono profondamente convinto di avere qualcosa da dimostrare e sono altrettanto convinto di non esserne capace. Ogni volta che impugno la matita vorrei riuscire a convogliare le mie capacità e raffigurare quello a cui sto pensando, purtroppo non ci riesco praticamente mai.
Fra l'altro, ed è anche qui che si coglie lo strazio e la dualità intrinseca della mia persona, in fondo in fondo penso di non essere poi così male. Amo quando mi vengono fatti i complimenti per le mie abilità, amerei riceverne di continuo perché... sono meritati.
Non so come sia possibile essere così pieni di sé e così autodistruttivi al tempo stesso, credo sia questo che mi condurrà alla pazzia un giorno. Se avessi solo un po' più di autostima sarei una persona migliore... o peggiore.

***

I telefilm mi turbano. Mi illudono. Quando guardi una serie tv ti si apre davanti un mondo che non esiste, un mondo pieno di possibilità e di stravolgimenti. Nella vita tutto sommato non succede mai nulla, o comunque le cose tendono sempre al peggio. Non c'è nessun episodio in cui il protagonista muore di noia, anzi c'è la puntata in cui questi sconfigge la noia e carpisce chissà quale importante lezione.
Perché non succede davvero?
Perché ci si innamora di continuo nei telefilm? Persone che non pensavi si sarebbero mai parlate, tutto d'un tratto si giurano amore eterno.
Ormai invidio anche le coppie fasulle, come quella fra Kurt e Blaine in "Glee". Per quanto si tratti di due uomini, invidio alla follia il rapporto che viene raccontato. Invidio alla follia il momento in cui uno si dichiara all'altro. Perché non capita anche a me? Perché non c'è nessuna ragazza a cui dichiararmi? Non c'è nessuna che catturi il mio interesse, nessuna che mi stimoli intellettualmente.
Non ho una discussione allettante da anni. E' veramente molto triste.

***

Devo studiare. Sta per ricominciare la stagione televisiva americana. Forse, a breve, sarò finalmente libero di parlare a qualcuno della mia condizione.

Speriamo bene.

P.S. devo smetterla di leggere cose su wikipedia, mi son convinto di avere almeno 12 diverse patologie legate alla insanità mentale.

mercoledì 7 settembre 2011

Come Spore al Vento

Le parole dell'altra volta si sono disperse, come non ci fossero mai state.
Non ho colto nessuna modificazione o cambiamento nel comportamento nei miei confronti e ormai comincio ad esserne veramente seccato.
Per di più questa continua voglia di... boh... stare al centro dell'attenzione a mio scapito la trovo quantomeno molesta. Se mi fossi comportato io così, in occasioni passate, Figaro si sarebbe lanciato da un ponte. Ma no, va tutto bene invece. Sono io quello permaloso.

Solo un pensiero: andate a zappare.

venerdì 2 settembre 2011

I Need Some Medications.

Caro diaro, mi chiamo A#@* e ho $# ann... Ok. No.
Questa è una cosa che provo e riprovo a fare - con scarsissimi risultati - fin da quando ero solo un pupo. Tenere un diario, un quaderno, un journal è qualcosa di veramente difficile! Così tanto da dire, mentre è pressoché nulla la capacità di esprimere alcun pensiero. In più è una cosa un po' stupida e da sfigati, a rifletterci, ma dicono sia terapeutico... e ultimamente ho proprio bisogno di terapie.
Indi per cui, nell'era nella quale tutti parlano dei fattacci loro su internet, perché non tentare quest'esperimento personale? Una prova ardita in cui lanciarsi: raccontare e annoiare sconosciuti con le proprie magagne e soddisfazioni personali (eh no, sarà uno di quei blog da adolescente sfigato... un po' cupo... soddisfazioni ce ne saran poche)!
Per questo mi lancio, faccio il grande salto.
Almeno fino a stasera.