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venerdì 29 giugno 2012

Don't Speak

Mah, ultimamente ho poca voglia di scrivere. Probabilmente perché ho poca voglia di comunicare.
Ci sono un bel po' di cose che mi frullano nella testa, fra impegni universitari e altro... ma, boh, sono stufo.
Oggi cmq il bilancio della giornata è più che positivo!
Ho passato una mattinata facendo due chiacchiere e riscoprendo un amico dato spesso per scontato, il pomeriggio poi... mazzate.
Ogni volta mi pento di aver lasciato, di aver abbandonato quella (maledetta) palestra. Come facevo prima senza Judo? Come fa la gente a vivere senza un hobby, una passione?
E, sì, ne conosco tanti così. Diffidate, diffidate da loro che è meglio.

Mi sento sempre più come Joey Potter. E, no, non ho bisogno di ritrovare me stesso.

P.S. Quella del filo mi ha detto che sono figo. Questo fa il paio con "siamo tutte innamorate di Straywolf". Ci penserò a lungo nei prossimi giorni, mannaggia a te...

giovedì 26 aprile 2012

Feel Good Inc.

Non so da dove partire, però ho tantissima voglia di scrivere qualcosa a riguardo.
Son stato via tre giorni, pochissimo in realtà, eppure mi sembra che sia passato tantissimo tempo. Sono stati giorni intensissimi nei quali ho sperimentato diverse emozioni e sensazioni, in maniera del tutto inaspettata.
Mi sono diretto alla volta della ridente Lignano Sabbiadoro (che, nonostante il nome, qualcuno pensava fosse fra le montagne... mah) al fine di cimentarmi in una garetta di judo.
Era da un po' che non m'imbarcavo in un'impresa simile e fin da piccino ho sempre avuto un pessimo rapporto con le competizioni pubbliche, purtroppo non riesco a gestire benissimo l'ansia e non ho mai fatto chissà quanto per imparare a resistere alla tentazione di fuggir via a gambe levate! E poi il mio vecchio maestro mi lasciava sempre solo, ci ho sofferto tantissimo e ancora mi segna 'sta cosa.
Eppure, boh, nell'ottica di provare e sperimentare mi son detto: "ANDIAMO!"
E così ho trascorso tre dei giorni più belli della mia vita. Indimenticabile.
Ero via con dei ragazzini, solo pochissimi adulti (fra cui Judog, che meriterebbe una lunga serie di post a parte), e non pensavo potesse succedere quel che è successo.
Il viaggio è stato a dir poco devastante, stancante sotto ogni punto di vista: quasi 24 ore di viaggio in così poco tempo sarebbero massacranti per chiunque! Ma... quanto mi sono divertito! Ho conosciuto dei ragazzini meravigliosi, che ora amo follemente.
Sono tutti piccini, chi più chi meno, ma tutti egualmente fantastici. Ci vorrebbe chissà quanto per elencarne i punti forti, ne hanno troppi! Nonostante la veneranda età, mi son sentito uno di loro, mi hanno accolto nel gruppo e trattato come se fossi un figo.
Decisamente non sono abituato a tutte queste attenzioni... è stato spiazzante ma piacevolissimo.
Certo, ho avuto un momento di forte depressione dopo la gara... eppure... nella sera successiva, dopo aver scambiato qualche chiacchiera e aver bevuto allegramente del buon vinello, una semplice passeggiata di notte sulla spiaggia è bastata per cancellare la tristezza e la delusione del momento.
Penso ancora di essere un imbecille per come ho perso, che potevo giocarmela sicuramente di più... Purtroppo mi sono lasciato intortare da Parrucchino dopo il primo sguardo, mi son sentito come deve sentirsi una preda a pochi metri dal cacciatore. Sono sicuro che il mio avversario si sia accorto della paura nei miei occhi e ne abbia approfittato pienamente.
Crestino invece era più tranquillo, ma anche lì la mia indecisione è stata determinante. L'avevo già scritto, deficito in risolutezza ahimè... però voglio lavorarci, voglio migliorare e vender cara la pelle la prossima volta. Voglio dimostrare a Judog e a tutti i ragazzini che anche io posso fare di meglio, posso essere il figo che loro credono io sia!

So che è facile dirlo ora e so fin dove posso arrivare, però è da parecchio che penso a 'sta cosa.
Le cose sono cambiate in questi mesi, e devo tutto alle persone che mi son state vicine quando non ero in me (Figaro, Penelope, anyone?) e alle nuove importantissime conoscenze, e spero continuino a cambiare in meglio... la prossima volta che mi sentirò spento, che non avrò voglia di fare... voglio ricordarmi come mi sento ora, come mi sento in quest'ultimo periodo.
Sono soddisfatto, sono felice. Ammetterlo è difficile, non so bene perché, ma mi sento sereno dopo tanto tempo.

Gesù, sento che mi mancano le parole per descrivere ciò che vorrei. Quindi mi fermo qui.
Ti voglio bene Judog e voglio bene anche a tutti voi ragazzini.

P.S. Guardare le gare dei suddetti ragazzini è stato emozionantissimo. Avevo il cuore in gola e ho urlato e goduto come un matto mentre si battevano e vincevano... che strana cosa lo sport...

mercoledì 11 aprile 2012

106 Things to Talk About


  • Mi sono laureato. Esattamente 14 giorni fa, circa 330 ore e 19.800 minuti fa con buona approssimazione dovuta alla stanchezza del momento. Sembra passata un'eternità, non so come sia possibile ma il tempo ha sempre la strana abitudine di scorrere a velocità diversi nei vari momenti. È una banalità bella e buona, ma è così. Deal with it.
    Ammetto di aver trascorso una bella giornata, è stato tutto frettoloso e confuso... l'adrenalina mi ha quasi ucciso e alla fine della giornata mi sentivo svuotato, eppure la soddisfazione ancora mi accompagna. È un risultato per cui ho lavorato a lungo e che sognavo fin da infante, praticamente, indi per cui... e poi, cazzo, mi sono meritato il massimo dei punti!
    Inoltre, pur senza modestia, posso tranquillamente affermare di essere stato un buon oratore! La folla era nelle mie mani e alla fine ho raggiunto l'obiettivo prefissato: far ridere tutti con una foto scema.
  • Ora che fare però? Le giornate si susseguono senza scopo alcuno, non ho granché da combinare e non ho la minima idea di come trovarmi un lavoro. All'università ho sostenuto 44 esami, più o meno, eppure nessuno mi ha insegnato come fare 'sta cosa. Risulta piuttosto complicato per tutti, me ne rendo conto, ma, boh, forse dovrebbero davvero fare un corso o simili!
  • L'unica fonte di svago, sulla quale sto proiettando tutte le mie energie in eccesso è il judo. Se potessi mi allenerei ogni giorno! Anche perché, va detto, ribadito e sottolineato, la compagnia con la quale mi alleno mi piace tantissimo! Mi diverto un sacco a stare con loro ed è tempo veramente ben speso! Nonostante ci siano pareri discordanti e contrari, a riguardo
  • Oggi mi sento avvilitissimo. Come dicevo ormai incanalo ogni energia verso il judo, ma sembra tutto inutile. Il 24 c'è una garetta a cui ho deciso di partecipare in un momento di follia... e sento di non avere la minima speranza! Oddio, non che ne possa avere (mi alleno da pochissimo) però... vorrei sentirmi più sicuro, vorrei riuscire a fare di più!
    C'è da dire che in casi come questi interviene un lato del carattere che odio e vorrei perdere quanto prima. Come dicevo qualche post fa, se non riesco ad eccellere nell'immediato penso di essere una pippa e rinuncio. È decisamente un pessimo, terribile, tremendo modo di agire. Oggi ho cercato di mettercela tutta, ma non è bastato... venerdì cercherò di metterci più impegno. Ho anche immaginato un judogi nuovo di zecca con uno 'Straywolf' stampato sulla schiena, sarebbe una figata cosmica!
    Per adesso, però, del lupo non ho nemmeno lo sguardo. Il prossimo obiettivo è riuscire ad avere gli occhi fiammeggianti come negli anime.
  • Nei giorni scorsi c'è stato uno scontro ai limiti del passive-aggressive con Penelope, non so se si è risolta da sola la cosa... o se semplicemente abbiamo entrambi lasciato correre. Boh, ci sono cose che non ho apprezzato tantissimo e forse sarebbe il caso di parlarne. Ma è stato un periodo un po' così, anche io ho avuto i miei momenti di freddezza per ragioni non espresse per quieto vivere...
  • Fatta eccezione per la parentesi dovuta all'ansia da prestazione mi sento meglio. Sono preoccupato per il futuro e a volte m'intristisce l'idea che fra pochi mesi non vivrò più la solita routine e non vedrò più persone ormai care... eppure mi sto godendo il più possibile questi momenti. Mi son sempre sentito vecchio dentro, ora, in determinati frangenti, riesco a sentirmi come un ventenne! Sarà stupido, ma è una sensazione nuova ed eccitante, lo giuro!
  • Non sono proprio 106, non sono nemmeno 10... ma per ora non ho niente da aggiungere, vostro onore!

sabato 11 febbraio 2012

L-O-V-E

Ero indeciso sul titolo del post, indi mi sono affidato alla canzone che sto ascoltando ora.
E, no, non sto affogando nello zucchero (stavo scrivendo strutto.. ormai ho una mente grassa) semplicemente ascolto le canzoni del prossimo episodio di "Glee".
Anyway (or another), oggi sono felice.
Non che sia successo granché. Son rimasto chiuso in casa a gelare fino alla consueta, o quasi, ora di ripetizioni e poi... Judo!
Oggi eravamo in pochi, non abbiamo fatto chissà cosa eppure è stata una lezione bellissima. Ovviamente c'è tutta la componente auto-celebrativa, che male non fa, visto che mi sono sentito particolarmente self confident stasera. Ho anche cercato di tener conto di quanto avevo discusso con la Signora Mode.
È da un po' di tempo che, anche su sua richiesta, rifletto sul cambiamento e su cosa vorrei cambiare ancora. So che nessuno cambia realmente, me ne rendo conto e "House" mi aiuta a comprendere meglio questo concetto (giuro!), però si possono smussare gli angoli... si può, anche se solo lievemente, modificare il proprio atteggiamento... migliorare.
Ad ogni modo, se c'è una cosa su cui vorrei assolutamente lavorare è la mia incapacità di essere sicuro di me stesso. È una di quelle cose che inevitabilmente si riflette nel judo: sono sempre sulla difensiva e ogniqualvolta porto un attacco, non sono mai veramente convinto e quindi fallisco miseramente. In fondo era un problema che avevo anche agli albori della mia carriera di judoka e crescendo è rimasto lì, in agguato.
Eppure oggi... oggi più del solito sono riuscito a sbloccare qualcosa.
Amo il judo perché mi rende totalmente concentrato, sono privo di ogni pensiero quando affronto un avversario. La mente si svuota, diventa semplicemente una questione di sensazioni. Per quanto prima si sia pensato alla strategia, alla tattica da usare... alla fine sta tutto nelle guts, in quello che senti dentro.
Oggi sono riuscito a tirar fuori qualcosa che non credevo di avere. Oggi ho fatto un piccolo passo avanti.
Ho anche pensato a quanto le circostanze contingenti cambino tutto. Da piccolo lo sport era quasi un obbligo e, beh, il fatto che non avessi amici era un bel peso. Senza contare il senso di abbandono che mi pervadeva dopo ogni gara... purtroppo non ero abbastanza per il Maestro, quindi non guardava mai le mie gare. Lo sempre trovata una cosa spiacevole, mi feriva in qualche modo.
Ora invece sembra essere tutto diverso. Ho un nuovo entusiasmo, sono appassionato.
Certo, vorrei qualche hobby in più... vorrei imparare a cucinare, ad esempio. Esibire un po' di creatività in cucina. Non mi basta più essere un addicted di ogni singolo programma a tema (anche se Simone Rugiati è e resterà sempre nel mio cuore! Grazie "Cuochi e Fiamme", grazie mille!).
E, boh? Non ricordo più cosa volevo dire.

Ah sì, ti prego tizia della metropolitana... i pantaloni strettissimi, tortora peraltro, con un culone come il tuo non vanno proprio bene. E, dai, il tuo ragazzo aveva una tuta e il ciuffo mechato. Quanti anni avete? Gli anni '90 sono finiti da un pezzo!

P.S. quando sono soddisfatto ballo. Non in maniera sfrenata, non so fare il cigno morto come Billy. Però in metro potrete vedermi battere il piede, agitare l'anca e persino la testa!

martedì 24 gennaio 2012

Karma

Fact n.1: finalmente sono riuscito a passare l'esame di matematica. La professoressa mi ha fatto sentire imbecille e m'ha detto di aver impiegato troppo per la sola triennale, per poi regalarmi un misero 18 ma... ehi, ora ho un solo esame da fare!
Fact n.2: ho praticamente ultimato la tesi. Non che mi abbia richiesto chissà che sforzo, era più lo stress dovuto alla stramaledettissima relatrice... però, boh, non mi sembra così male. Spero di avere un parere generale presto o tardi.
Fact n.3: so che manca ancora un esame, che potenzialmente alla laurea mancano ancora 2 mesi... eppure mi sento stranamente leggero, libero. Ovviamente questa sensazione svanirà nel giro di qualche giorno, sostituita dall'ansia per l'ultimo esame ma per ora meglio godersela.
Fact n.4: sono particolarmente karma friendly negli ultimi tempi. Mi sono strutto per anni a causa del senso di frustrazione provocato dalla mia passione per un particolare paio di scarpe e oggi... oggi ho trovato quello stesso paio di scarpe (ultimo paio, del mio numero) alla dignitosa cifra di 5€. È un segno, lo sento.
Fact n.5: probabilmente sta per accadere qualcosa di tragico. Sento anche questo nell'aria.

domenica 1 gennaio 2012

Christmas Greetings

Sono troppo stanco per pensare a dei propositi.
Il cervello si rifiuta di valutare e misurare, indi... brancolo ancora nel buio.
D'altra parte, come sempre, il caro Charles viene in mio aiuto suggerendomi un'idea che non è poi così male.

Per il resto?
Beh, finalmente le feste si sono concluse e, devo ammetterlo, il bilancio di quest'anno è pressoché positivo. A parte alcuni momenti di nervosismo e la tipica voglia di trasformarsi in un serial killer... non è andata male.
Speriamo che non sia tanto male nemmeno quest'inizio d'anno.
Anche perché ora ci conto, voglio essere: "come un ape che va di fiore in fiore, a seminare".

sabato 17 dicembre 2011

My Life Would Suck Without You

Sì, lo so, che a volte li odio. Roba che gli darei fuoco!
Altre volte li trovo molesti e fastidiosi.
Ancora, proietto le mie frustrazioni su di loro e divento acido.
Però, boh, gli voglio molto bene. Non so come farei senza Penelope e Figaro.
Oggi non è successo nulla di particolare, eppure... non so. Sono tornato a casa di buon umore. Ma tantissimo.
Beh, sì, forse è solo merito dei miei nuovi pantaloni rossi.



giovedì 15 dicembre 2011

Midnight in Paris

Voglio una vita come quella di Jack London. Come quella di Hemingway. Io voglio vivere di avventure.
Ieri l'aver visto il nuovo film di Woody Allen ha risvegliato in me la passione per Parigi (sì, insomma, voglio andare a viverci... ORA) e ha acceso un senso di ignoranza assurdo, quest'ultimo mi ha portato a informarmi sulla vita del caro Ernie.
Da qui, la conclusione con la quale ho iniziato il mio post.
Voglio anche io una vita come la loro. Voglio trasformare anche io il mio tormento in... qualcosa.
Vorrei trovarmi altrove, avere degli stimoli.
E a questo punto, lo ammetto, sono molto più simile alla povera Adriana che non comprende quanto sia magica la sua epoca e preferisce rifugiarsi nel passato.
Ho anch'io la "sindrome dell'epoca d'oro". Come si fa a non averla?
Gil, lo scrittore interpretato da Owen Willson, riesce ad abbandonare la sua nostalgia solo dopo aver compiuto il suo viaggio. E solo insieme a Gabrielle.
E io? Come faccio, io?


Mi sento esattamente come Belle. Bloccato in un paese di provincia, senza prospettiva alcuna.
Lei alla fine ha conosciuto la Bestia, ed ha imparato ad amare.
A me capiterà mai qualcosa?

giovedì 8 dicembre 2011

Jack's Lament

Ho investito tutto, tutto, tutto sul mio talento.
Ho puntato ogni centesimo sul mio cervello, fin dall'asilo.
Non sono un genio, alle medie l'ho capito purtroppo (o finalmente).
Ma se c'è una cosa su cui punto sempre e comunque, e la mia parte razionale.
È quella la mia unica risorsa.
Beh, l'università ha reso evidente le mie mancanze. Io non sono brillante, sono solo mediocre.
Un idiota che si fa influenzare da pensieri sciocchi, dalle emozioni e tutte quelle altre stronzate.
Beh, se non sono bravo in questo... che senso ha? Qual è lo scopo di tutto ciò?
Non vedo proprio qual è il punto, mi spiace.

***


Chi mai capirà
quanto io mi sento giù
che un Regno così
non mi basta più?

Ho dentro me che cosa non so
un vuoto che non capirò
lontano da quel mondo che ho
c'è un sogno che spiegarmi non so.

giovedì 1 dicembre 2011

Confident in my sexuality

Ultimamente il ritorno da casa Mode lascia sempre degli strascichi.
Immagino sia normale.. ma è come se, boh, successivamente ai nostri incontri io sia particolarmente sensibile e fragile. Un po' come quando ci si gratta via la crosticina e la ferita resta lì a l'aria fino a, potenzialmente, infettarsi.
Oggi abbiamo avuto una lunga discussione, che mi ha lasciato - come sempre - pieno di dubbi e considerazioni.
Il discernimento è cominciato a partire dal significato del mio nome, per poi passare alla conflittualità che esiste fra sensibilità e ragione. E qui c'è stato il crollo.
Vivo male questa cosa, vivo malissimo il non saper accordare cervello e cuore. So che capita a tutti, ma è, credo, più raro che una persona s'impunti a voler far prevalere sistematicamente l'una o l'altra.
A me, invece, capita di fidarmi solamente della parte più razionale. Mi costringo e forzo a basare su quella tutto il mio pensiero, senza però considerare che tale pensiero di razionale ha ben poco.
In fondo ho solo paura. Paura di sbagliare, di restare ferito.
Fa parte della condizione umana, lo capisco, ma checché ne dica la signora Mode non sono sicuro di poter resistere e, soprattutto, reagire alla cosa. Non sono convinto che il corpo umano sia fatto apposta per sopportare, non il mio almeno.

Secondariamente, a dimostrazione del fatto che ho un limite di sopportazione molto basso, oggi sono stato di nuovo messo alla prova da mia madre.
Non so come faccia, né perché lo faccia. Eppure... è una delle poche persone che riesce con un solo sguardo a rendermi infelice, a farmi passare la voglia di fare qualunque cosa.
Odio il fatto che mi faccia stare così male e mi odio perché penso queste cose.
Di nuovo, sono in piena conflittualità.
Se anche non posso vincere la guerra, spero almeno di vincere qualche battaglia prima o poi.

venerdì 18 novembre 2011

Everybody's Changing - Reprise

Oggi, boh, mi sono svegliato storto.
Continuo a pensare che non è cambiato nulla, che non ho costruito nulla.
Quasi un quarto di secolo, e cos'è cambiato?
Vorrei fare qualcosa, prendere qualche rischio... take the leap. E invece, cosa faccio? Nulla.
Stamattina avrei dovuto studiare, ma mi annoiavo. Sono rimasto ore nel letto a pensare. Ho pensato a cosa fare per cambiare le cose... conclusioni? Nessuna.
Ah, ho anche riflettuto sul fatto che la canzone che più mi piace ha un titolo quantomeno emblematico.
Peccato che di anno in anno non divento migliore, ma mi allontano sempre più dalla perfezione che immaginavo.
Uff.


Vorrei smetterla di sentirmi così.
Vorrei sapere che c'è qualcos'altro.
Vorrei che qualcuno mi dicesse che c'è una luce alla fine del tunnel ma, soprattutto, vorrei credergli.

mercoledì 16 novembre 2011

Everybody's Changing

Ma è vero?
Ultimamente ci ho pensato spesso.
Le persone cambiano davvero, ci riescono? Oppure ha ragione House?
Sarebbe bello se si riuscisse a cambiare certi aspetti, a modificare il proprio atteggiamento. Ci sto provando, in realtà, ma non sono sicuro che la cosa funzioni nel lungo termine.
Gli schemi comportamentali si ripetono sempre uguali a sé stessi, credo sia su questo che si basi la psicologia in fondo. Se non ci fosse una.. reiterazione, come si potrebbe studiare il comportamento umano?
Io, ad esempio, ho concluso che molto spesso perdo più tempo a lamentarmi che a studiare. Ho compreso l'errore, ma ho perseverato ricadendoci mentre studiavo per l'esame successivo.
È una sciocchezza, ma è solo la punta dell'iceberg.
Indi, boh... non so cosa pensare.

giovedì 10 novembre 2011

Essai philosophique sur les probabilités

Era da un po' che pensavo ad un nuovo post.
Vuoi la noia, vuoi la pigrizia... Ora però sono di cattivo umore, indi è perfetto!
Come al solito la signora Mode mi ha offerto diversi spunti di riflessione. In particolare una è la cosa su cui mi sono soffermato: l'ex factor.
Non so, magari è una cosa comune, ma quando parlo delle ragazze con cui sono stato... è come se fossi più innamorato ora che allora. Magari è perché ora sono innamorato dell'idea che ho di tutte loro, di quello che mi è rimasto.
Perché non riesco a trovare un nuovo interesse? Continuo a fare paragoni, a pensare che non troverò mai una persona che mi prenda come mi prendeva lei.
Da qui il punto discusso con la signora Mode: secondo lei sono un fan sfegatato del determinismo.
A stento so cosa significhi, che corrente di pensiero sia. Evidentemente, però, sono un determinista spontaneo.
Mi rendo conto che è un ragionamento estremamente sbagliato, che nulla è per forza così ripetitivo e costante e che, anzi, con tutti i miei pregiudizi non rendo più semplice la cosa.
Vero, non è scritto da nessuna parte che un giorno m'innamorerò e sarò felice in periferia, nella mia villetta con giardino. Ma non è scritto da nessuna parte che resterò da solo a vita.
Vorrei che fosse più facile credere alla seconda eventualità, però.
Purtroppo, e questa è una cosa su cui non riesco a lavorare, tendo ad analizzare l'ignoto tenendo conto solo delle esperienze negative pregresse.
La signora Mode dice che dovrei buttarmi, con coscienza, ed essere pronto e aperto ad ogni opportunità. Io ci provo - o meglio, vorrei provarci - ma... quali opportunità? Forse è vero che sono così vicino al big picture che non riesco a vedere oltre al mio naso. Eppure, boh, come si prendono le distanze? Come si fa a mettere tutto in prospettiva?
Lei continua a mettermi di cattivo umore. Odio il potere che ha su di me. Il fatto che ogni tanto si inneschi un ricordo nella mia memoria che mi induca a ripensare a come mi sentivo quando eravamo insieme. Detesto l'idea che a distanza di anni ancora non abbia trovato una... distrazione.
Com'è possibile? Come accidenti è possibile?

Il secondo punto su cui ho iniziato la mia personalissima riflessione, coadiuvato dagli ultimi episodi visti di Glee e Una Mamma Per Amica (roba di qualità, di un certo spessore!)... è il momento in cui sono diventato un ometto, tanto per usare un modo di dire un po' trogloditico.
Sinceramente mi aspettavo peggio. Visto come ho gestito le cose, credevo che avrei avuto rimpianti per tutta la vita... che avrei pensato di aver sprecato quell'occasione, dopo tanto attendere.
Invece ne conservo un bel ricordo. L'unico mio cruccio è... chissà se la persona con cui sono andato a letto ha capito quanto quel momento era importante per me. Chissà se si è resa conto che per me non è stato solo un esercizio fisico, ma qualcosa che ricorderò per lungo tempo.
Anche adesso, mentre scrivo, riesco perfettamente a provare le sensazioni che avevo quel giorno. L'emozione, la paura di non essere all'altezza, la felicità.
Lei l'avrà capito? Saprà che è stata e che è ancora una persona importante?
L'unico mio rimpianto forse è proprio questo, che sia tutto finito. Che sia già giunta una conclusione.
Spero che Figaro sia conscio della fortuna che ha avuto. Ha potuto condividere un'esperienza unica, irripetibile, con una persona che è ancora al suo fianco. Dev'essere una bella sensazione.
E io? Quando arriverà il mio momento? L'attesa non è la parte migliore, l'ignoto non è 'sta gran cosa.
Ho troppe domande e nessuna risposta.

sabato 5 novembre 2011

Where Do I Even Start?

Settimana strana.
L'ABC degli alti e bassi, fondamentalmente.
Rabbia, delusione, sconforto... e successivamente soddisfazione e autocompiacimento.
Gli estremi mi confondono e ora sono tornato al mio solito umore malinconico.
Sento che manca qualcosa, vorrei scoprire cosa però.
Intanto, cercherò di non dare di matto a causa di un nuovo esame. Ho così paura, sono terrorizzato all'idea di dover affrontare questa... sfida.
Vorrei tanto farcela, applicarmi e riuscire. Ma, boh, non ci credo. Non credo nelle mie capacità e non credo di avere abbastanza tempo.
Anche perché non faccio che sprecarlo il mio tempo, anche ora. In questo momento potrei studiare, ripassare i concetti... eppure non riesco nemmeno a cominciare.
Vorrei tanto farcela. Avere la forza.
Uff.

sabato 29 ottobre 2011

Anbaransu

Ho finalmente dato l'esame di genetica.
Dopo settimane e settimane di studio, alternate a fasi coatte di cazzeggio, sono riuscito a sbancare. Beh, medio.
Come raccontavo in casa Mode, ho cercato di trascorrere i giorni che mi separavano dall'esame in assoluta tranquillità. Senza ansia alcuna, volevo solo togliermi dalle scatole questo dannatissimo esame e ricominciare a sfoltire la lista di quelli mancanti. Fino alla fine ero così sicuro di meritare almeno la sufficienza, fino al momento in cui tutto ha iniziato a crollare.
Tutti a vociferare che l'esame era insostenibile, che eravamo spacciati, che l'angoscia era l'unica via da seguire. Daje oggi e daje domani, la mia - stranamente - stoica sicurezza... è andata a farsi friggere.
Non ho particolarmente apprezzato la cosa e ne ho risentito enormemente in sede d'esame, dando una prova terribile. Oltretutto a valutarmi è stato qualcuno che non aveva il minimo interesse per la mia persona, sono stato mandato a sedere dopo soli 10 minuti. Ammetto di essere stato a dir poco pietoso, ma a mente fredda... avrei preferito una bocciatura, almeno avrei conservato una dignità. Invece no, sono stato sottostimato a causa del mio malessere e dall'ansia che mi è stata trasmessa.
Più persone e in più occasioni mi hanno paragonato ad una spugna, in grado di assorbire qualunque cosa. Bella merda, dico io.
Se è a questo che deve portare, se sono queste le conseguenze... è solo l'ennesima conferma che non ne vale la pena.
So che dovrei essere felice perché ora mi mancano solo 4 esami (Q U A T T R O), ma... boh. Non sono soddisfatto.
In queste ultime settimane ho discusso più volte con la psicologa del tema della sfida, della mia voglia di misurarmi in qualcosa e dimostrare quel che valgo. Stavolta, come sempre, c'è stato un problema di sottovalutazione. Lo odio. È una cosa che detesto e mi dà ai nervi.
Non so, forse è perché ormai sono troppo abituato a vedermi sotto una certa luce. Ma, come in uno dei post precedenti, sento di mancare di fiducia nelle mie capacità... e questa cosa ormai si è trasmessa anche a quelli che mi conoscono.
Sarebbe bello sentirsi dire: "Andrea ce la farà, ne è capace!". Eppure è così raro un commento simile, è molto più facile immaginare lo scenario peggiore. Ed è solo colpa mia. Uff.
Fatto sta che ieri, nonostante il malumore della giornata, mi sono preso un momento per me stesso. Avevo fame, la gola mi bruciava e nonostante fossi quasi a casa... mi son fermato per prendere un gelato.
Uno di quelli della Häagen-Dazs, una sorta di coppetta monodose al gusto oreo.
Ho festeggiato perché, finalmente, sono a quattro esami dalla meta. Ho festeggiato perché fino a quel momento, e da un po' di tempo a questa parte, i festeggiamenti vengono... ridimensionati.
Oggettivamente dipendo troppo dagli altri, sono sempre lì ad aspettare un complimento o un cenno di approvazione. Ma è sbagliato, non c'è solo quello.
Devo innanzitutto e soprattutto complimentarmi da me per il mio successo. Prima vengo io, poi tutti gli altri.
Chissà se suona egocentrico, letto dal di fuori. In fondo, però, questo è il mio spazio.
Mio e soltanto mio.




domenica 23 ottobre 2011

A long long time ago

Sono stato via per due giorni, in escursione.
Sembra siano passati mesi. Non so perché... forse è solo perché il viaggio è stato, oggettivamente, molto intenso.
All'inizio ammetto di esser partito decisamente prevenuto. Nonostante la psico-lezione rifilatami dalla signora Mode, non avevo ancora avuto modo di riflettere sulle sue parole... e quindi ho continuato pedissequamente a comportarmi nella solita maniera.
Ammetto anche di essere un po' intrattabile di primo mattino, soprattutto se ho poche ore di sonno alle spalle.
BTW, la mattina della partenza avrei quasi voluto uccidere the Lord of the Birds, lui e quel dannatissimo falco pellegrino mangia piccioni.
"Sticazzi!" è la prima cosa che ho pensato sentendolo parlare, "ommioddiouccidetelo" la seconda. Perché, sì, sono un po' snob e se inizi a martellarmi prima ancora di conoscermi... mi sento autorizzato a giudicarti basandomi su ogni più tremendo pregiudizio.
Dopo un po', comunque, giunge la cavalleria: Lucia e Gabriele sono finalmente con noi e possiamo lasciare la civilità... diretti verso una nuova, noiossissima avventura.
Dopo ore in un autobus fin troppo caldo e guidato da un autista con senso del pericolo pari a 0... la prima sosta. Viene già voglia di uccidersi, Lucia infatti parte con le sue incomprensibili domande e già dopo i primi 10 minuti non capisco cosa stia dicendo o cercando di farci capire.
È un altro mio limite, io e la geologia veniamo da due posti completamente diversi. Mi rendo conto che il 30 preso proprio con Lucia dimostrerebbe l'esatto contrario ma, boh, proprio non riesco a collegare le sue parole a qualcosa di reale... qualcosa che mi sta mostrando.
Dopo Lucia, tocca a LotB. Che dire? All'inizio ascoltavo a stento, ma poi devo ammettere che il tipo sapeva il fatto suo.
Anche le nozioni di botanica non erano poi così noiose, là purtroppo entra in gioco un altro mio limite... riesco difficilmente ad imparare a memoria dei nomi e, quindi, mi son trovato un po' in difficoltà anche in questa materia.
Non pervenuta invece Smeagol, l'altra abitante della terra di mezzo, pronta a dispensare lezioni di entomologia un po' troppo pressappochiste per i miei gusti.
Il freddo e la pioggia non ci abbandonano e fino all'ultima sosta, continuo a sperare che giunga il tramonto e così anche il nostro rientro. Non che mi stessi annoiando, ma mi sentivo veramente stanco... avevo bisogno di calore, cibo, un bagno.
La cena è stata quantomai piacevole, nonostante non siano molti i momenti fra naturalisti... aiutati dal vino, siamo riusciti a trascorrere ore piacevolissime all'insegna della risata e della leggerezza.
Persino la discussione post-cena è stata interessantissima, ed è lì che ho cominciato a vedere LotB con occhi diversi. In quel momento ho ripensato a quanto mi aveva detto la Sig.ra Mode.
Mi ha chiesto di tenere gli occhi aperti, di essere ricettivo e pronto a cogliere qualche occasione... beh, in quello stesso istante il caro LotB mi ha chiesto se volevo conoscere qualche suo amico che ha collaborato nientepopodimenoche con il maggior esperto di lupi in Italia.
Lì è stato proprio amore, lo ammetto. Da quel punto in poi, LotB ha avuto il mio affetto incontrollato e la mia stima eterna.
Ho cominciato ad ascoltarlo con più interesse, soprattutto durante la seconda giornata. E ho avuto modo di valutare e apprezzare le sue conoscenze. Era un tipo un po' strano, okay, ma gli invidio da morire la passione che mette in quello che fa. Vorrei anche io che gli altri mi ascoltassero parlare della mia di passione e che mi trasmettessero il medesimo interesse che noi trasmettevamo a lui.
Non so perché non succede, forse è perché io stesso non credo abbastanza in quel che dico... non ci metto abbastanza pathos. Eppure, boh, mi sembra di non aver ancora trovato un... pubblico.
Ad ogni modo, circa 36 ore dopo l'inizio l'escursione giunse al termine. Come dicevo in apertura, mi è sembrato di aver trascorso settimane lontano da casa... e invece, si e trattato solo di pochissimo.
Considerazioni finali? Mi piacerebbe davvero riuscire a fare il naturalista. Ho conosciuto solo gente appassionata e sognatrice... sono tutti così idealisti... è bello vedere che questa gente è mossa da un sogno e, almeno al momento, ce l'ha fatta. Spero possa accadere anche a me, un giorno.
E questo, in fondo, si ricollega anche alla mia conversazione settimanale a casa Mode. A tutto quel ciarlare sul significato della sfida...
Non saprei come parlarne, in realtà, e mi trovo in difficoltà all'idea di dover scrivere qualcosa a riguardo. Quando sono obbligato, il blocco dello scrittore mi raggiunge nel 90% dei casi... un po' come quando scrivevo fanfiction et similia.
L'obbligo rende il tutto meno spontaneo, meno interessante. Non riesco ad essere creativo in queste condizioni. La mia mente è tutt'altro che aperta.
Indi per cui... sfida? Non so, per me la sfida è riuscire a trovare qualcuno che apprezzi le mie capacità e le mie qualità. Riuscire a trovare quel carisma che mi manca. Riuscire a spiccare, come una volta, in una mediocrità dilagante. Riuscire a sentirmi speciale, come quando avevo 8 anni e non un caso umano.
Quando mi sentivo un genio, quando ero sicuro di me stesso... era tutto più semplice. La mia sete di conoscenza era inestinguibile e avevo una curiosità senza pari.
Tutto sommato, la sfida ora è ritornare agli antichi fasti.

domenica 16 ottobre 2011

Scuole Medie

Ho la testa iper-satura, sto pensando così tante cose contemporaneamente che non riesco a mettere ordine in alcun modo. Odio quando succede, mi sento come se stessi per esplodere.
Eppure capita in continuazione, sono sempre così agitato e pieno di disagi... ho una concentrazione di problemi e seghe mentali mai vista o provata da altro umano, secondo me.
Non so come farlo smettere, non so come dare un taglio a tutto questo.

Sono esattamente dov'ero alle medie.. ad ascoltare musica melanconia, a parlare e infastidire pochi e fidati amici, chiuso in me stesso.. non è cambiato perfettamente nulla, anche se ora penso di aver sprecato ancora più tempo, di aver perso chissà quante e quali occasioni.
Sì, prima avevo la consapevolezza di aver sprecato parte della mia gioventù, ora sono certo di aver sprecato 1/4 della mia vita.
Yay per me.

Spero che tutto questo un giorno finisca, spero esista da qualche parte qualcosa che lenisca le mie pene. Mi dicono tutti che non devo cercare poi così lontano, che devo trovare da me quel... qualcosa.
Penso che se fosse così facile, ci sarei già riuscito. Ho toccato il fondo talmente tante volte, che ormai non solo ho grattato... sono uscito dall'altra parte e ho ripreso a scavare. Eppure non è cambiato nulla.

Quindi, boh.

martedì 4 ottobre 2011

Passion.


"Passion. It lies in all of us. Sleeping... waiting... and though unwanted... unbidden... it will stir... open its jaws, and howl. It speaks to us... guides us. Passion rules us all. And we obey. What other choice do we have? Passion is the source of our finest moments. The joy of love... the clarity of hatred... and the ecstasy of grief. It hurts sometimes more than we can bear. If we could live without passion, maybe we'd know some kind of peace. But we would be hollow. Empty rooms, shuttered and dank. Without passion, we'd truly be dead."

Angel (Angelus, in realtà) declamava così in uno degli episodi in cui, privo di anima, si divertiva a torturare la povera Buffy. E' un pensiero piuttosto articolato, su un'emozione che raramente riesce a guidarmi e/o spronarmi. Eppure mi è rimasta scolpita - più o meno - nella memoria.
Perché mi è tornata in mente? Una sciocchezza in realtà, una banale epifania avuta in un momento di placida e devastante noia.
Fantasticavo sull'università, sul mio futuro e altre baggianate simili. Valutavo alcune opzioni del tutto combattuto nell'animo: vi è una parte di me che vuole andarsene, e perché no fuggire, da questa realtà, vivere un sogno coltivato e cresciuto nel corso degli anni. Un'altra parte di me, tristemente, sa che questo sogno non si realizzerà mai. Peccato che non vinca mai nessuno, che lo struggimento prosegua in eterno provocandomi non pochi patemi.
Ad ogni modo, stavolta la farneticazione prevedeva l'exhibit:

A) Un futuro come veterinario naturalista, una cosa che - secondo me - nemmeno esiste.
Da piccolo ho sempre odiato mortalmente coloro che sminuivano il mio voler essere uno zoologo, la mia passione per gli animali, per qualcosa di più banale come la veterinaria. Eppure ora, a 24 anni suonati, l'ipotesi mi sembra decisamente più affascinante. Nel corso degli anni ho sviluppato una passione per tutto ciò che riguarda il campo medico/anatomico, eppure ancora non ho avuto il modo di far crescere questa vocazione. Forse questa è la risposta, ma... boh. Vale davvero la pena imbarcarsi in questa cosa? Sprecare 2, forse altri 3 anni per cosa poi? Quanto vale in Italia e all'estero una laurea di tipo triennale? Sì, ok, avrei due lauree triennali, ma insieme quanto possono valere? Se solo ci fosse qualcuno che potesse darmi la risposta...

B) Un futuro all'estero.
Guardavo le foto di un tizio e già m'immaginavo immerso nella neve, imbacuccato e infreddolito, con tanto di respiro a nuvoletta. Quanto dev'essere bello, vivere in un luogo che si confà al proprio animo? Anche in questo caso, ho sempre avuto una passione per le terre fredde e aspre del grande Nord. Non so perché, in fondo sono uno schifossissimo cittadino, che poco ama la lontananza dalla civiltà. Eppure, ci sono luoghi in America che ben si sposano con questo mio modo di essere. Il nuovo mondo è costellato di foreste e luoghi meravigliosi, pur essendo così vicini ad altrettanto magnifiche metropoli.

C) Un futuro con i lupi.
Anche in questo caso, non so da dove sia uscita 'sta passione. Forse perché amo tanto i cani, forse perché semplicemente lo trovo, esteticamente, un animale bellissimo, forse perché fin da piccolo mi hanno riempito la testa con nozioni vere e/o false sui lupi. Riflettevo sullo sfruttare al meglio la mia tesi, riflettevo su come trasmutare questo amore in qualcosa di più... redditizio. Quanto bello sarebbe potersi pagare l'affitto di casa, studiando i lupi? Quanta soddisfazione mi porterebbe un lavoro che mi avvicinerebbe a quest'animale? Non riesco nemmeno a immaginarlo.

Ecco, tre passioni. Una più forte dell'altra. Passioni che mi spingono a voler fare. Eppure continuo ad avere un maledettissimo blocco, uno stupido blocco interiore (e non) che m'impedisce di seguire il mio istinto.
Perché dev'essere così difficile?

Vabè, visto che sono in vena di citazioni. Eccone un'altra:

"All stories are about wolves. All worth repeating, that is. Anything else is sentimental drivel. …Think about it. There's escaping from the wolves, fighting the wolves, capturing the wolves, taming the wolves. Being thrown to the wolves, or throwing others to the wolves so the wolves will eat them instead of you. Running with the wolf pack. Turning into a wolf. Best of all, turning into the head wolf. No other decent stories exist."

domenica 25 settembre 2011

Happiness is a Warm Puppy

Scriveva così, tempo fa, il caro Schulz. E forse aveva proprio ragione.
Oggi, causa adozione gattino, abbiamo conosciuto diverse persone che si occupano di piazzare cani e/o gatti randagi. Eravamo lì, approfittando di banchetto altrui, cercando di smerciare il felino al primo ragazzino sulla piazza.
Ovviamente la mia attenzione è stata catturata immediatamente da una tenerissima cucciola. Si trattava di un esserino di c.ca 2 mesi, abbandonato nella grotta di non-so-dove e tenuta in custodia da una coppia di signore molto, molto convincenti e competenti.
La cucciola in questione era piccina, un po' grassoccia (com'è bene per un animale così piccolo) e tanto tanto tenera. Aveva il tipico sguardo che l'uomo tende ad associare ad uno stato di tristezza. Lo sguardo da cane bastonato.
Nonostante i tristi trascorsi non potevo non tentare. Prontamente ho inviato un sms a mia madre, chiedendole di accogliere nella nostra "famiglia" un nuovo membro. Altrettanto prontamente mia madre si è rifiutata adducendo scuse sciocche e mandandomi sms piuttosto fastidiosi.

"Non farmi sentire in colpa."

Perché dovrei? In fondo "ti-prego-genitore-voglio-un-cane" è solo stata la mia prima parola. In fondo ho perso un cucciolo -Tara- per colpa sua. In fondo... a chi importa cosa voglio io.
L'importante è: non farla star male, non farla sentire in colpa.
Mi si spezzava il cuore a vedere quella cucciola, mi si spezzava il cuore all'idea di non poterla stringere e darle una sistemazione. Ogniqualvolta si avvicinava qualcuno, pregavo affinché non fosse portata via.
Sono arrivato ad odiare una bambina -brutta- perché aveva quasi convinto il padre a prenderla.
So di avere così tanto da dare, so di aver commesso degli errori la prima volta e so cosa voglio ora.
Avere un cane come compagno di vita è una mia fantasia ricorrente, non c'è nulla da fare.
Un cucciolo caldo, forse, riuscirebbe a rinfrancarmi dal mio dolore.


lunedì 19 settembre 2011

Il Ritorno dell'Ananas.

Piove e fa fresco.
Non sono uno di quelli che ama alla follia la pioggia, ma il clima uggioso rispecchia il mio animo.
Non sono fatto per il sole, odio l'estate e l'idea che il caldo afoso di protragga fino ad ottobre mi uccide. Preferisco le belle giornate d'inverno, quando sollevi lo sguardo e il cielo è grigio e costellato di nubi. Fa molto più figo ed è anche molto più epico! (e poi, cioè, gli outfit autunno/inverno sono molto più belli e variegati!)
Con il freddo poi, boh, i neuroni lavorano meglio. Oggi, durante il viaggio in treno, ho discusso un po' con Figaro. Sempre delle solite cose, del mio male di vivere, ma in fondo era da un po' che non conversavamo a quattrocchi... mi mancava.
Tutto è cominciato da un pomeriggio di studio... durante il quale abbiamo visto "Love Actually".
Non dovrei dirlo, in quanto presunto maschio etero, ma ho già visto quel film 2 volte e mi piace tantissimo! Tranche preferita? Quella dedicata al trio Mark/Nero di cui non imparerò mai il nome/Keira Knightley.
Amo il personaggio di Mark. Romantico e represso come pochi!
Ad ogni modo, al film sono seguite, chiaramente, riflessioni personali sulla mia condizione di single più o meno perpetua. Sul fatto che non conosco mai gente, non frequento i posti giusti etc.
Ormai sono convinto di non avere più chance, che l'altra metà di ananas non esista in questo mondo fatto di mele, ciliegie e noccioline. Non ci sono personaggi interessanti nella mia vita, nessuno che mi stimoli come si deve.
C'è stato qualcuno, Lady Chatterley, ma si trattava di un qualcuno tristemente fidanzato. Verità contro la quale mi sono scagliato e scontrato più e più volte, riportando dolorose quanto sonore sconfitte.
La amavo e parecchio. Per quanto poco sapessi di lei, della sua vita... ogni momento passato con lei era speciale, mi batteva il cuore quando mi guardava o solamente quando entrava in una stanza. Mi ci è voluta una vita per farmela passare e, ancora adesso, a ripensarci mi brillano gli occhi.
C'è stato qualcun'altro, Arisa, ma anche lì situazioni contingenti e il mio carattere di merda hanno fatto affondare quella fregata con un singolo colpo di siluro.
Qui poco da dire. E' stata una relazione un po' strana, cominciata in maniera curiosa e terminata a causa di riflessioni scatenate da un 14enne.
Altre candidate? Praticamente nessuno.
E sì, lo so che... com'era... le occasioni sono dietro l'angolo! Basta un sorriso e la vita cambierà! Etc etc. Ma non è vero! Non succede come nei film! Se non hai incontrato nessuno finora.. non lo incontrerai! Non c'è scritto da nessuna parte che ci debba essere qualcuno ad aspettarti!
Sono radicato su questo pensiero, purtroppo, e non riesco a schiodarmi dall'idea.
Detto ciò, alla fine della suddetta discussione con Figaro, comunque, ne siamo venuti fuori con un'unica ma importante conclusione: è tutto un fatto di attitudine.
Quant'è vero.