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sabato 11 febbraio 2012

L-O-V-E

Ero indeciso sul titolo del post, indi mi sono affidato alla canzone che sto ascoltando ora.
E, no, non sto affogando nello zucchero (stavo scrivendo strutto.. ormai ho una mente grassa) semplicemente ascolto le canzoni del prossimo episodio di "Glee".
Anyway (or another), oggi sono felice.
Non che sia successo granché. Son rimasto chiuso in casa a gelare fino alla consueta, o quasi, ora di ripetizioni e poi... Judo!
Oggi eravamo in pochi, non abbiamo fatto chissà cosa eppure è stata una lezione bellissima. Ovviamente c'è tutta la componente auto-celebrativa, che male non fa, visto che mi sono sentito particolarmente self confident stasera. Ho anche cercato di tener conto di quanto avevo discusso con la Signora Mode.
È da un po' di tempo che, anche su sua richiesta, rifletto sul cambiamento e su cosa vorrei cambiare ancora. So che nessuno cambia realmente, me ne rendo conto e "House" mi aiuta a comprendere meglio questo concetto (giuro!), però si possono smussare gli angoli... si può, anche se solo lievemente, modificare il proprio atteggiamento... migliorare.
Ad ogni modo, se c'è una cosa su cui vorrei assolutamente lavorare è la mia incapacità di essere sicuro di me stesso. È una di quelle cose che inevitabilmente si riflette nel judo: sono sempre sulla difensiva e ogniqualvolta porto un attacco, non sono mai veramente convinto e quindi fallisco miseramente. In fondo era un problema che avevo anche agli albori della mia carriera di judoka e crescendo è rimasto lì, in agguato.
Eppure oggi... oggi più del solito sono riuscito a sbloccare qualcosa.
Amo il judo perché mi rende totalmente concentrato, sono privo di ogni pensiero quando affronto un avversario. La mente si svuota, diventa semplicemente una questione di sensazioni. Per quanto prima si sia pensato alla strategia, alla tattica da usare... alla fine sta tutto nelle guts, in quello che senti dentro.
Oggi sono riuscito a tirar fuori qualcosa che non credevo di avere. Oggi ho fatto un piccolo passo avanti.
Ho anche pensato a quanto le circostanze contingenti cambino tutto. Da piccolo lo sport era quasi un obbligo e, beh, il fatto che non avessi amici era un bel peso. Senza contare il senso di abbandono che mi pervadeva dopo ogni gara... purtroppo non ero abbastanza per il Maestro, quindi non guardava mai le mie gare. Lo sempre trovata una cosa spiacevole, mi feriva in qualche modo.
Ora invece sembra essere tutto diverso. Ho un nuovo entusiasmo, sono appassionato.
Certo, vorrei qualche hobby in più... vorrei imparare a cucinare, ad esempio. Esibire un po' di creatività in cucina. Non mi basta più essere un addicted di ogni singolo programma a tema (anche se Simone Rugiati è e resterà sempre nel mio cuore! Grazie "Cuochi e Fiamme", grazie mille!).
E, boh? Non ricordo più cosa volevo dire.

Ah sì, ti prego tizia della metropolitana... i pantaloni strettissimi, tortora peraltro, con un culone come il tuo non vanno proprio bene. E, dai, il tuo ragazzo aveva una tuta e il ciuffo mechato. Quanti anni avete? Gli anni '90 sono finiti da un pezzo!

P.S. quando sono soddisfatto ballo. Non in maniera sfrenata, non so fare il cigno morto come Billy. Però in metro potrete vedermi battere il piede, agitare l'anca e persino la testa!

giovedì 15 dicembre 2011

Midnight in Paris

Voglio una vita come quella di Jack London. Come quella di Hemingway. Io voglio vivere di avventure.
Ieri l'aver visto il nuovo film di Woody Allen ha risvegliato in me la passione per Parigi (sì, insomma, voglio andare a viverci... ORA) e ha acceso un senso di ignoranza assurdo, quest'ultimo mi ha portato a informarmi sulla vita del caro Ernie.
Da qui, la conclusione con la quale ho iniziato il mio post.
Voglio anche io una vita come la loro. Voglio trasformare anche io il mio tormento in... qualcosa.
Vorrei trovarmi altrove, avere degli stimoli.
E a questo punto, lo ammetto, sono molto più simile alla povera Adriana che non comprende quanto sia magica la sua epoca e preferisce rifugiarsi nel passato.
Ho anch'io la "sindrome dell'epoca d'oro". Come si fa a non averla?
Gil, lo scrittore interpretato da Owen Willson, riesce ad abbandonare la sua nostalgia solo dopo aver compiuto il suo viaggio. E solo insieme a Gabrielle.
E io? Come faccio, io?


Mi sento esattamente come Belle. Bloccato in un paese di provincia, senza prospettiva alcuna.
Lei alla fine ha conosciuto la Bestia, ed ha imparato ad amare.
A me capiterà mai qualcosa?

giovedì 1 dicembre 2011

Confident in my sexuality

Ultimamente il ritorno da casa Mode lascia sempre degli strascichi.
Immagino sia normale.. ma è come se, boh, successivamente ai nostri incontri io sia particolarmente sensibile e fragile. Un po' come quando ci si gratta via la crosticina e la ferita resta lì a l'aria fino a, potenzialmente, infettarsi.
Oggi abbiamo avuto una lunga discussione, che mi ha lasciato - come sempre - pieno di dubbi e considerazioni.
Il discernimento è cominciato a partire dal significato del mio nome, per poi passare alla conflittualità che esiste fra sensibilità e ragione. E qui c'è stato il crollo.
Vivo male questa cosa, vivo malissimo il non saper accordare cervello e cuore. So che capita a tutti, ma è, credo, più raro che una persona s'impunti a voler far prevalere sistematicamente l'una o l'altra.
A me, invece, capita di fidarmi solamente della parte più razionale. Mi costringo e forzo a basare su quella tutto il mio pensiero, senza però considerare che tale pensiero di razionale ha ben poco.
In fondo ho solo paura. Paura di sbagliare, di restare ferito.
Fa parte della condizione umana, lo capisco, ma checché ne dica la signora Mode non sono sicuro di poter resistere e, soprattutto, reagire alla cosa. Non sono convinto che il corpo umano sia fatto apposta per sopportare, non il mio almeno.

Secondariamente, a dimostrazione del fatto che ho un limite di sopportazione molto basso, oggi sono stato di nuovo messo alla prova da mia madre.
Non so come faccia, né perché lo faccia. Eppure... è una delle poche persone che riesce con un solo sguardo a rendermi infelice, a farmi passare la voglia di fare qualunque cosa.
Odio il fatto che mi faccia stare così male e mi odio perché penso queste cose.
Di nuovo, sono in piena conflittualità.
Se anche non posso vincere la guerra, spero almeno di vincere qualche battaglia prima o poi.

giovedì 24 novembre 2011

Pure Imagination

Sono apatico.
Non è tristezza, è proprio mancanza di voglia di fare.
Non so come processare questa cosa, non riesco ad affrontarlo. Oggi parlare con la signora Mode non è che mi abbia lasciato chissà cosa.
Certo, ora sono preso dalle mie riflessioni dell'ultima ora... ma ne avevo già abbastanza prima.
Ho trascorso l'intera giornata senza far nulla, da solo.
Sento di aver bisogno di uno sprone, di qualcosa e/o qualcuno... però, boh, è una sensazione costante in fondo. È solo ritornata per l'occasione.
Non vedo il "big picture". Ho una prospettiva così alterata, da non vedere proprio nulla.
Vorrei fare, concludere. Perché, diciamocelo, è uno di quei tipici propositi che chiunque farebbe.
"Non bisogna sprecare nemmeno un attimo" e baggianate così.
Verissimo! Ma come si fa?
Non so da dove partire. So solo che non voglio far nulla.
Non riesco nemmeno a piangere, sono in totale balia del nulla. Almeno provassi dolore... qualcosa.
Invece non sento niente, o comunque non so dare un nome a ciò che sento.
Per l'ennesima volta... uff.

venerdì 18 novembre 2011

Everybody's Changing - Reprise

Oggi, boh, mi sono svegliato storto.
Continuo a pensare che non è cambiato nulla, che non ho costruito nulla.
Quasi un quarto di secolo, e cos'è cambiato?
Vorrei fare qualcosa, prendere qualche rischio... take the leap. E invece, cosa faccio? Nulla.
Stamattina avrei dovuto studiare, ma mi annoiavo. Sono rimasto ore nel letto a pensare. Ho pensato a cosa fare per cambiare le cose... conclusioni? Nessuna.
Ah, ho anche riflettuto sul fatto che la canzone che più mi piace ha un titolo quantomeno emblematico.
Peccato che di anno in anno non divento migliore, ma mi allontano sempre più dalla perfezione che immaginavo.
Uff.


Vorrei smetterla di sentirmi così.
Vorrei sapere che c'è qualcos'altro.
Vorrei che qualcuno mi dicesse che c'è una luce alla fine del tunnel ma, soprattutto, vorrei credergli.

mercoledì 16 novembre 2011

Everybody's Changing

Ma è vero?
Ultimamente ci ho pensato spesso.
Le persone cambiano davvero, ci riescono? Oppure ha ragione House?
Sarebbe bello se si riuscisse a cambiare certi aspetti, a modificare il proprio atteggiamento. Ci sto provando, in realtà, ma non sono sicuro che la cosa funzioni nel lungo termine.
Gli schemi comportamentali si ripetono sempre uguali a sé stessi, credo sia su questo che si basi la psicologia in fondo. Se non ci fosse una.. reiterazione, come si potrebbe studiare il comportamento umano?
Io, ad esempio, ho concluso che molto spesso perdo più tempo a lamentarmi che a studiare. Ho compreso l'errore, ma ho perseverato ricadendoci mentre studiavo per l'esame successivo.
È una sciocchezza, ma è solo la punta dell'iceberg.
Indi, boh... non so cosa pensare.

giovedì 10 novembre 2011

Essai philosophique sur les probabilités

Era da un po' che pensavo ad un nuovo post.
Vuoi la noia, vuoi la pigrizia... Ora però sono di cattivo umore, indi è perfetto!
Come al solito la signora Mode mi ha offerto diversi spunti di riflessione. In particolare una è la cosa su cui mi sono soffermato: l'ex factor.
Non so, magari è una cosa comune, ma quando parlo delle ragazze con cui sono stato... è come se fossi più innamorato ora che allora. Magari è perché ora sono innamorato dell'idea che ho di tutte loro, di quello che mi è rimasto.
Perché non riesco a trovare un nuovo interesse? Continuo a fare paragoni, a pensare che non troverò mai una persona che mi prenda come mi prendeva lei.
Da qui il punto discusso con la signora Mode: secondo lei sono un fan sfegatato del determinismo.
A stento so cosa significhi, che corrente di pensiero sia. Evidentemente, però, sono un determinista spontaneo.
Mi rendo conto che è un ragionamento estremamente sbagliato, che nulla è per forza così ripetitivo e costante e che, anzi, con tutti i miei pregiudizi non rendo più semplice la cosa.
Vero, non è scritto da nessuna parte che un giorno m'innamorerò e sarò felice in periferia, nella mia villetta con giardino. Ma non è scritto da nessuna parte che resterò da solo a vita.
Vorrei che fosse più facile credere alla seconda eventualità, però.
Purtroppo, e questa è una cosa su cui non riesco a lavorare, tendo ad analizzare l'ignoto tenendo conto solo delle esperienze negative pregresse.
La signora Mode dice che dovrei buttarmi, con coscienza, ed essere pronto e aperto ad ogni opportunità. Io ci provo - o meglio, vorrei provarci - ma... quali opportunità? Forse è vero che sono così vicino al big picture che non riesco a vedere oltre al mio naso. Eppure, boh, come si prendono le distanze? Come si fa a mettere tutto in prospettiva?
Lei continua a mettermi di cattivo umore. Odio il potere che ha su di me. Il fatto che ogni tanto si inneschi un ricordo nella mia memoria che mi induca a ripensare a come mi sentivo quando eravamo insieme. Detesto l'idea che a distanza di anni ancora non abbia trovato una... distrazione.
Com'è possibile? Come accidenti è possibile?

Il secondo punto su cui ho iniziato la mia personalissima riflessione, coadiuvato dagli ultimi episodi visti di Glee e Una Mamma Per Amica (roba di qualità, di un certo spessore!)... è il momento in cui sono diventato un ometto, tanto per usare un modo di dire un po' trogloditico.
Sinceramente mi aspettavo peggio. Visto come ho gestito le cose, credevo che avrei avuto rimpianti per tutta la vita... che avrei pensato di aver sprecato quell'occasione, dopo tanto attendere.
Invece ne conservo un bel ricordo. L'unico mio cruccio è... chissà se la persona con cui sono andato a letto ha capito quanto quel momento era importante per me. Chissà se si è resa conto che per me non è stato solo un esercizio fisico, ma qualcosa che ricorderò per lungo tempo.
Anche adesso, mentre scrivo, riesco perfettamente a provare le sensazioni che avevo quel giorno. L'emozione, la paura di non essere all'altezza, la felicità.
Lei l'avrà capito? Saprà che è stata e che è ancora una persona importante?
L'unico mio rimpianto forse è proprio questo, che sia tutto finito. Che sia già giunta una conclusione.
Spero che Figaro sia conscio della fortuna che ha avuto. Ha potuto condividere un'esperienza unica, irripetibile, con una persona che è ancora al suo fianco. Dev'essere una bella sensazione.
E io? Quando arriverà il mio momento? L'attesa non è la parte migliore, l'ignoto non è 'sta gran cosa.
Ho troppe domande e nessuna risposta.

sabato 29 ottobre 2011

Anbaransu

Ho finalmente dato l'esame di genetica.
Dopo settimane e settimane di studio, alternate a fasi coatte di cazzeggio, sono riuscito a sbancare. Beh, medio.
Come raccontavo in casa Mode, ho cercato di trascorrere i giorni che mi separavano dall'esame in assoluta tranquillità. Senza ansia alcuna, volevo solo togliermi dalle scatole questo dannatissimo esame e ricominciare a sfoltire la lista di quelli mancanti. Fino alla fine ero così sicuro di meritare almeno la sufficienza, fino al momento in cui tutto ha iniziato a crollare.
Tutti a vociferare che l'esame era insostenibile, che eravamo spacciati, che l'angoscia era l'unica via da seguire. Daje oggi e daje domani, la mia - stranamente - stoica sicurezza... è andata a farsi friggere.
Non ho particolarmente apprezzato la cosa e ne ho risentito enormemente in sede d'esame, dando una prova terribile. Oltretutto a valutarmi è stato qualcuno che non aveva il minimo interesse per la mia persona, sono stato mandato a sedere dopo soli 10 minuti. Ammetto di essere stato a dir poco pietoso, ma a mente fredda... avrei preferito una bocciatura, almeno avrei conservato una dignità. Invece no, sono stato sottostimato a causa del mio malessere e dall'ansia che mi è stata trasmessa.
Più persone e in più occasioni mi hanno paragonato ad una spugna, in grado di assorbire qualunque cosa. Bella merda, dico io.
Se è a questo che deve portare, se sono queste le conseguenze... è solo l'ennesima conferma che non ne vale la pena.
So che dovrei essere felice perché ora mi mancano solo 4 esami (Q U A T T R O), ma... boh. Non sono soddisfatto.
In queste ultime settimane ho discusso più volte con la psicologa del tema della sfida, della mia voglia di misurarmi in qualcosa e dimostrare quel che valgo. Stavolta, come sempre, c'è stato un problema di sottovalutazione. Lo odio. È una cosa che detesto e mi dà ai nervi.
Non so, forse è perché ormai sono troppo abituato a vedermi sotto una certa luce. Ma, come in uno dei post precedenti, sento di mancare di fiducia nelle mie capacità... e questa cosa ormai si è trasmessa anche a quelli che mi conoscono.
Sarebbe bello sentirsi dire: "Andrea ce la farà, ne è capace!". Eppure è così raro un commento simile, è molto più facile immaginare lo scenario peggiore. Ed è solo colpa mia. Uff.
Fatto sta che ieri, nonostante il malumore della giornata, mi sono preso un momento per me stesso. Avevo fame, la gola mi bruciava e nonostante fossi quasi a casa... mi son fermato per prendere un gelato.
Uno di quelli della Häagen-Dazs, una sorta di coppetta monodose al gusto oreo.
Ho festeggiato perché, finalmente, sono a quattro esami dalla meta. Ho festeggiato perché fino a quel momento, e da un po' di tempo a questa parte, i festeggiamenti vengono... ridimensionati.
Oggettivamente dipendo troppo dagli altri, sono sempre lì ad aspettare un complimento o un cenno di approvazione. Ma è sbagliato, non c'è solo quello.
Devo innanzitutto e soprattutto complimentarmi da me per il mio successo. Prima vengo io, poi tutti gli altri.
Chissà se suona egocentrico, letto dal di fuori. In fondo, però, questo è il mio spazio.
Mio e soltanto mio.




domenica 23 ottobre 2011

A long long time ago

Sono stato via per due giorni, in escursione.
Sembra siano passati mesi. Non so perché... forse è solo perché il viaggio è stato, oggettivamente, molto intenso.
All'inizio ammetto di esser partito decisamente prevenuto. Nonostante la psico-lezione rifilatami dalla signora Mode, non avevo ancora avuto modo di riflettere sulle sue parole... e quindi ho continuato pedissequamente a comportarmi nella solita maniera.
Ammetto anche di essere un po' intrattabile di primo mattino, soprattutto se ho poche ore di sonno alle spalle.
BTW, la mattina della partenza avrei quasi voluto uccidere the Lord of the Birds, lui e quel dannatissimo falco pellegrino mangia piccioni.
"Sticazzi!" è la prima cosa che ho pensato sentendolo parlare, "ommioddiouccidetelo" la seconda. Perché, sì, sono un po' snob e se inizi a martellarmi prima ancora di conoscermi... mi sento autorizzato a giudicarti basandomi su ogni più tremendo pregiudizio.
Dopo un po', comunque, giunge la cavalleria: Lucia e Gabriele sono finalmente con noi e possiamo lasciare la civilità... diretti verso una nuova, noiossissima avventura.
Dopo ore in un autobus fin troppo caldo e guidato da un autista con senso del pericolo pari a 0... la prima sosta. Viene già voglia di uccidersi, Lucia infatti parte con le sue incomprensibili domande e già dopo i primi 10 minuti non capisco cosa stia dicendo o cercando di farci capire.
È un altro mio limite, io e la geologia veniamo da due posti completamente diversi. Mi rendo conto che il 30 preso proprio con Lucia dimostrerebbe l'esatto contrario ma, boh, proprio non riesco a collegare le sue parole a qualcosa di reale... qualcosa che mi sta mostrando.
Dopo Lucia, tocca a LotB. Che dire? All'inizio ascoltavo a stento, ma poi devo ammettere che il tipo sapeva il fatto suo.
Anche le nozioni di botanica non erano poi così noiose, là purtroppo entra in gioco un altro mio limite... riesco difficilmente ad imparare a memoria dei nomi e, quindi, mi son trovato un po' in difficoltà anche in questa materia.
Non pervenuta invece Smeagol, l'altra abitante della terra di mezzo, pronta a dispensare lezioni di entomologia un po' troppo pressappochiste per i miei gusti.
Il freddo e la pioggia non ci abbandonano e fino all'ultima sosta, continuo a sperare che giunga il tramonto e così anche il nostro rientro. Non che mi stessi annoiando, ma mi sentivo veramente stanco... avevo bisogno di calore, cibo, un bagno.
La cena è stata quantomai piacevole, nonostante non siano molti i momenti fra naturalisti... aiutati dal vino, siamo riusciti a trascorrere ore piacevolissime all'insegna della risata e della leggerezza.
Persino la discussione post-cena è stata interessantissima, ed è lì che ho cominciato a vedere LotB con occhi diversi. In quel momento ho ripensato a quanto mi aveva detto la Sig.ra Mode.
Mi ha chiesto di tenere gli occhi aperti, di essere ricettivo e pronto a cogliere qualche occasione... beh, in quello stesso istante il caro LotB mi ha chiesto se volevo conoscere qualche suo amico che ha collaborato nientepopodimenoche con il maggior esperto di lupi in Italia.
Lì è stato proprio amore, lo ammetto. Da quel punto in poi, LotB ha avuto il mio affetto incontrollato e la mia stima eterna.
Ho cominciato ad ascoltarlo con più interesse, soprattutto durante la seconda giornata. E ho avuto modo di valutare e apprezzare le sue conoscenze. Era un tipo un po' strano, okay, ma gli invidio da morire la passione che mette in quello che fa. Vorrei anche io che gli altri mi ascoltassero parlare della mia di passione e che mi trasmettessero il medesimo interesse che noi trasmettevamo a lui.
Non so perché non succede, forse è perché io stesso non credo abbastanza in quel che dico... non ci metto abbastanza pathos. Eppure, boh, mi sembra di non aver ancora trovato un... pubblico.
Ad ogni modo, circa 36 ore dopo l'inizio l'escursione giunse al termine. Come dicevo in apertura, mi è sembrato di aver trascorso settimane lontano da casa... e invece, si e trattato solo di pochissimo.
Considerazioni finali? Mi piacerebbe davvero riuscire a fare il naturalista. Ho conosciuto solo gente appassionata e sognatrice... sono tutti così idealisti... è bello vedere che questa gente è mossa da un sogno e, almeno al momento, ce l'ha fatta. Spero possa accadere anche a me, un giorno.
E questo, in fondo, si ricollega anche alla mia conversazione settimanale a casa Mode. A tutto quel ciarlare sul significato della sfida...
Non saprei come parlarne, in realtà, e mi trovo in difficoltà all'idea di dover scrivere qualcosa a riguardo. Quando sono obbligato, il blocco dello scrittore mi raggiunge nel 90% dei casi... un po' come quando scrivevo fanfiction et similia.
L'obbligo rende il tutto meno spontaneo, meno interessante. Non riesco ad essere creativo in queste condizioni. La mia mente è tutt'altro che aperta.
Indi per cui... sfida? Non so, per me la sfida è riuscire a trovare qualcuno che apprezzi le mie capacità e le mie qualità. Riuscire a trovare quel carisma che mi manca. Riuscire a spiccare, come una volta, in una mediocrità dilagante. Riuscire a sentirmi speciale, come quando avevo 8 anni e non un caso umano.
Quando mi sentivo un genio, quando ero sicuro di me stesso... era tutto più semplice. La mia sete di conoscenza era inestinguibile e avevo una curiosità senza pari.
Tutto sommato, la sfida ora è ritornare agli antichi fasti.

lunedì 10 ottobre 2011

Everything is... Limited

Triste.
Tutto ciò che vedo guardandomi allo specchio, tutto ciò che sono, è riassumibile in un unico e semplice aggettivo.
Ho mal di testa, il cuore sta per scoppiarmi e ho la nausea. Stasera è una di quelle sere in cui più che sentirmi parte del tutto, mi sento più come sabbia fra gli ingranaggi.
Per qualche giorno mi sono portato il peso di certe convinzioni, l'idea che il mondo volesse tarparmi le ali e tenermi in gabbia. Ho provato ad esprimere questo mio disagio, ma ho fallito... come ogni volta.
Non sono proprio capace. Non so come facciano gli altri... checché ne dica Edna Mode, non sono capace di spiegarmi.
È così difficile ragionare con il mio cervello, ora come ora mi fa male la testa perché sono convinto sia surriscaldato da tutti i pensieri che ha messo in moto la discussione che ho avuto con i miei amici.
Il malumore di cui sopra si è acuito a causa di un' divergenza sullo sport da fare. Da qui la discussione è degenerata e io sono finito al solito stato di larva pseudo-umana che mi contraddistingue.
Per me è difficile gestire questa specie di relazione a tre, perché a volte non mi ci sento parte del trio. Non che Figaro e Penelope facciano qualcosa di sbagliato, piuttosto le mie elucubrazioni personali mi portano a trarre tutta una serie di conclusioni che poi alla fine si rivelano errate. Indi, dopo aver esternato tali conclusioni, di solito va a finire in questo modo: io piango, mi sento in colpa per quello che ho detto e perché mi comporto da cattivo amico oltre che da brutta persona, mi sento male e finisco con lo scrivere post come questi.
Poi, boh, tutto tace. Così com'è venuto, se ne va.
Sono conscio che è dovuto ad un meccanismo fisiologico innescato dalle lacrime, ma a volte è un po' disagiante... perché rende ancor più difficile spiegare a terzi come mi sono sentito in quel momento.

Ah, ho un compito della settimana. Descrivere cos'è per me la sfida.
Gesù.

giovedì 29 settembre 2011

Meh.

Okay. Non so cosa pensare.
Durante il tempo che passo con la cara Edna Mode, la mia psicologa nuova fiammante, sono combattuto tra sentimenti contrastanti. Una parte di me pensa semplicemente: "che perdita assurda di tempo e soldi! FUGGI!".
L'altra anela a sentirsi dire certe cose. Cose che magari anche amici e parenti dovrebbero dire, ma dette da uno sconosciuto... hanno una valenza diversa. Non so perché.
Per ora comunque è ancora presto per valutare quale delle due parti avrà la meglio, ma spero davvero che possa aiutarmi con i miei problemi. Ne ho bisogno.
Oggi, fra l'altro, continuavo a pensare anche ad un'altra cosa. Nella lista che mi è stato chiesto di fare, delle cose che mi rendono infelice, ho scritto: "mi sento uno spreco di spazio".
Lei si è soffermata su questo punto facendomi notare quanto in realtà sia piccolo e infinitesimale questo spazio nell'economia universale. Quanto tutto sia parte di qualcosa di più... universale, appunto, e come tutto sia parte di un ingranaggio all'interno del quale ogni singola componente è necessaria in qualche modo. Non so, messa su questo livello un po' mi ha convinto.
Nella mente mi ripetevo: "uno e tutto, tutto e uno". Saggezza spicciola, proveniente da Full Metal Alchemist. E forse i fratelli Elric non erano poi così retorici.


BTW, ieri io e il dinamico duo abbiamo diligentemente guardato l'episodio settimanale di "Glee".
Ancora una volta, sento che gli sceneggiatori americani sanno toccare diverse corde del mio animo.
La storia dell'unicorno mi ha preso tantissimo. Spero di diventar magico anche io un giorno, o almeno di conoscere qualcuno che lo è.


domenica 25 settembre 2011

Make a List

Oggi ho incontrato la signora Edna Mode.
Spero che quest'incontro porti i suoi frutti, che in qualche modo la signora Mode possa lenire le ferite del passato e aiutarmi a fare più chiarezza nel presente.
Per ora sono solo angosciatissimo dalla questione dei soldi. Dovremmo tornare al baratto, sarebbe tutto decisamente più facile...
Ad ogni modo, mi è stato chiesto di fare una lista. Una lista che esprima la mia inadeguatezza. Al momento sono arrivato a ben 40 punti, forse più.
E' terrificante.

BTW, Figaro e Penelope hanno trovato un gattino. L'abbiamo tenuto tutta la giornata - disagi respiratori compresi - e ora cerchiamo una famiglia a cui affidarlo.
Non so per quale motivo, forse perché i gatti sono troppo schivi, eppure non riesco a sentirmici... affezionato. Penelope e Figaro lo trattano già come fosse loro figlio, un compagno di anni e anni. Io non provo assolutamente nessun sentimento per quel gatto, all'inizio ero persino disinteressato alla questione.
Ora mi ci trovo in mezzo e ancora non sento nulla.
So che è stupido, ma ormai non sono poi così lontano dal farmi chiamare Cuoredipietra Famedoro.
Peccato che io non ho i suoi soldi!